L’ITALIA sta scomparendo: nascite -3,9% / I dati della popolazione delle città

Al 31 dicembre 2025, secondo i primi dati provvisori diffusi dall’Istat, la popolazione residente in Italia ammonta a 58.942.828 unità, risultando quasi stabile rispetto alla stessa data dell’anno precedente (-636 unità). In dieci anni, l’Italia ha perso un milione 722mila 723 abitanti, passando dai 60.665.551 di fine dicembre 2015 ai 58.942.828 abitanti del dicembre scorso.

Nel 2025 le nascite sono state 355mila, con una diminuzione del 3,9% sul 2024. I decessi 652mila, in calo dello 0,2%. Il saldo naturale (la differenza tra nascite e decessi) è ampiamente negativo (circa -296mila unità), peggiorato rispetto al 2024 quando risultò pari a -283mila. La stabilità demografica è garantita solo dai flussi migratori, mentre il saldo naturale continua a peggiorare. Le famiglie unipersonali rappresentano il 37,1% del totale, mentre le coppie con figli diminuiscono. Nel nostro Paese un/a italiano/a su tre vive da solo/a.

Le immigrazioni dall’estero, 440mila, pur diminuendo di 12mila unità rispetto al 2024 (-2,6%) si mantengono solide, a conferma del notevole livello di attrattività del Paese. Scendono sensibilmente le emigrazioni per l’estero, 144mila, ben 45mila in meno rispetto all’anno precedente (-23,7%). In questo quadro, il saldo migratorio con l’estero resta non solo molto positivo (+296mila) e tale da compensare pressoché integralmente il deficit dovuto alla dinamica naturale, ma cresce anche di 33mila unità sul 2024.

Risultano, infine, in aumento del 5,1% i trasferimenti di residenza tra Comuni, che hanno coinvolto un milione e 455mila cittadini.

IL CALO DELLE NASCITE

La diminuzione delle nascite in Italia è tale che le differenze tra le aree geografiche restano invariate. Il Centro ha la fecondità più bassa (1,07 figli per donna; 1,11 nel 2024), seguito dal Nord con 1,15 (da 1,19) e dal Mezzogiorno con 1,16 (da 1,20). Prosegue la posticipazione delle nascite. L’età media al parto sale da 32,6 a 32,7 anni, con un incremento omogeneo di un decimo di anno per tutte le ripartizioni geografiche. Il Centro si conferma l’area in cui i figli si fanno più tardi: 33,1 anni, mentre nel Nord e nel Mezzogiorno l’età media al parto è pari, rispettivamente, a 32,8 anni e a 32,4 anni.

La regione con la fecondità più bassa continua a essere la Sardegna che, per il sesto anno consecutivo, presenta una fecondità inferiore all’unità, pari a 0,85 e in diminuzione sul 2024 (0,91). Seguono Molise e Lazio, con un numero medio di figli per donna pari, rispettivamente, a 1,02 e 1,05. Al Trentino-Alto Adige spetta, ancora una volta, il primato di regione con la fecondità più elevata, con un numero medio di figli per donna di 1,40. Seguono, su livelli più bassi, Sicilia (1,23) e Campania (1,22).

La discesa della fecondità è comune a molti Paesi europei, pur con differenze che rimangono importanti. Per l’insieme dei Paesi dell’Unione europea (Ue27) il numero medio di figli per donna è diminuito da 1,57 nel 2010 a 1,34 nel 2024. In Germania, dopo una intermedia fase di crescita, la fecondità è tornata a diminuire fino al valore di 1,36 figli per donna nel 2024. In Spagna è passata da 1,37 a 1,10 e anche in Francia e Svezia, Paesi tradizionalmente caratterizzati da livelli elevati di fecondità, il numero medio di figli per donna è sceso, rispettivamente, da 2,03 a 1,61 figli e da 1,98 a 1,43 per donna.

A differenza di Paesi come Francia e Svezia, l’Italia, proprio a causa di una diminuzione della fecondità di lungo corso, presenta oggi una struttura della popolazione in età riproduttiva che incide fortemente sul numero di nati. Il calo delle nascite, infatti, oltre a essere determinato dalla diminuzione corrente della fecondità, è causato dalla progressiva riduzione del numero di potenziali genitori. Per dar conto di questo fenomeno, è sufficiente considerare che qualora l’Italia avesse registrato una propensione ad avere figli per donna pari a quella francese del 2024 (1,61), il numero di nati avrebbe raggiunto le 494mila unità; un livello nettamente superiore a quello ufficialmente rilevato in Italia nello stesso anno (370mila nati, frutto di una fecondità pari a 1,18), ma molto inferiore rispetto ai 664mila registrati in Francia, in ragione di una struttura per età della popolazione francese assai più favorevole, caratterizzata da generazioni in età riproduttiva più numerose.

DIECI ANNI FA

Al 31 dicembre 2015 risiedevano in Italia 60.665.551 persone, di cui più di 5 milioni di cittadinanza straniera (8,3% dei residenti a livello nazionale, 10,6% al Centro-nord).
Nel corso del 2015 il numero dei residenti aveva registrato una diminuzione consistente per la prima volta negli ultimi novanta anni: il saldo complessivo era stato negativo per 130.061 unità. Il calo riguardava la popolazione di cittadinanza italiana – 141.777 residenti
in meno – mentre la popolazione straniera aumentava d11.716 unità. Nel 2015 i nati erano mezzo milione (-17mila sul 2014) di cui circa 72mila stranieri (14,8% del totale).

POPOLAZIONE NELLE PROVINCE E REGIONI  ITALIANE (in migliaia) AL 1° GENNAIO 2026 – A SEGUIRE POPOLAZIONE DELLE CITTA’ DELL’EMILIA e CLASSI DI ETA’

 

Province / Regioni / Ripartizioni Popolazione residente (migliaia) Tasso di variazione (per mille) (P) Struttura per grandi classi di età (valori %) (S) Età media (anni e decimi di anno) (S)
Italiana (S) Straniera (S) Totale (P) 0-14 15-64 65+
                 
Torino 1978,5 229,3 2207,9 1,4 11,2 62,1 26,6 47,9
Vercelli 148,4 17,5 165,9 1,1 10,7 61,1 28,2 48,9
Biella 156,7 11,6 168,3 -1,9 9,6 60,1 30,3 50,3
Verbano-Cusio-Ossola 142,5 10,7 153,2 -3,6 9,9 61,4 28,6 49,6
Novara 324,0 40,5 364,5 2,7 11,7 63,0 25,2 47,3
Cuneo 517,8 63,9 581,7 0,1 12,3 62,3 25,4 46,8
Asti 183,4 23,9 207,3 0,3 11,1 61,4 27,5 48,4
Alessandria 355,5 51,5 407,0 1,6 10,3 61,0 28,7 49,4
Piemonte 3806,8 448,9 4255,7 1,0 11,2 61,9 26,9 48,1
Valle d’Aosta 113,7 9,0 122,7 -1,3 11,4 62,8 25,8 47,7
Varese 802,7 79,2 881,9 1,9 12,1 62,9 25,1 47,1
Como 547,7 50,6 598,3 0,6 11,9 63,6 24,4 46,9
Lecco 305,8 28,0 333,8 1,6 11,8 62,5 25,6 47,2
Sondrio 167,6 11,4 179,1 1,0 11,9 62,3 25,7 47,3
Milano 2752,0 495,7 3247,6 0,7 12,2 64,6 23,3 46,2
Bergamo 988,7 126,3 1115,0 4,2 12,6 64,5 22,9 45,7
Brescia 1110,9 155,2 1266,1 4,1 12,6 64,3 23,2 45,9
Pavia 473,1 68,9 542,1 6,4 11,4 63,3 25,3 47,5
Lodi 200,4 30,0 230,4 4,2 12,7 64,3 23,0 45,9
Cremona 309,2 44,8 354,0 2,9 11,8 62,7 25,6 47,3
Mantova 350,4 56,9 407,3 0,8 12,1 63,3 24,7 46,9
Monza e della Brianza 796,5 83,2 879,8 3,4 12,4 63,7 23,9 46,4
Lombardia 8805,1 1230,4 10035,5 2,3 12,2 63,9 23,9 46,4
Bolzano-Bozen 481,5 57,9 539,4 3,4 14,9 64,1 21,0 44,0
Trento 498,4 48,4 546,7 2,8 12,9 63,1 24,1 46,0
Trentino-A. A. 979,9 106,2 1086,1 3,1 13,9 63,6 22,5 45,0
Verona 816,8 112,1 928,9 2,1 12,5 63,9 23,6 46,2
Vicenza 774,0 80,1 854,1 0,6 12,1 64,0 23,9 46,5
Belluno 184,1 13,4 197,6 -1,2 10,4 61,1 28,5 49,1
Treviso 786,4 91,1 877,6 -2,1 12,2 63,5 24,3 46,6
Venezia 743,6 90,3 833,9 -1,8 11,0 62,5 26,5 48,2
Padova 834,4 98,3 932,7 1,2 11,6 63,7 24,6 47,1
Rovigo 205,0 22,0 227,1 -1,7 10,0 61,4 28,6 49,5
Veneto 4344,4 507,5 4851,9 -0,1 11,8 63,3 24,9 47,1
Pordenone 276,1 34,8 311,0 0,7 11,9 62,6 25,4 47,2
Udine 473,0 43,4 516,4 -1,4 10,5 61,3 28,2 49,2
Gorizia 119,8 18,9 138,6 2,3 11,1 61,8 27,1 48,5
Trieste 201,9 26,1 228,0 -1,5 10,3 60,8 28,9 49,4
Friuli-V. G. 1070,9 123,2 1194,1 -0,4 10,9 61,6 27,5 48,6
Imperia 178,7 30,5 209,2 1,7 10,6 60,8 28,7 49,2
Savona 242,1 25,0 267,1 -1,9 9,8 60,0 30,2 50,4
Genova 732,2 86,4 818,7 1,3 10,3 60,4 29,3 49,6
La Spezia 192,8 22,2 215,0 -0,5 10,6 61,4 28,0 49,1
Liguria 1345,8 164,1 1509,9 0,5 10,3 60,5 29,2 49,6
                 
                 
                 
                 
               
                 
Tabella 1 segue – Popolazione residente e indicatori di struttura al 1° gennaio 2026                
                 
Province / Regioni / Ripartizioni Popolazione residente (migliaia) Tasso di variazione (per mille) (P) Struttura per grandi classi di età (valori %) (S) Età media (anni e decimi di anno) (S)
Italiana (S) Straniera (S) Totale (P) 0-14 15-64 65+
Piacenza 244,4 43,3 287,7 4,5 11,8 62,6 25,7 47,4
Parma 389,5 68,0 457,5 3,9 12,1 64,0 23,8 46,4
Reggio nell’Emilia 466,6 65,6 532,2 2,7 12,3 64,5 23,3 46,0
Modena 612,4 99,2 711,5 4,5 12,1 63,7 24,2 46,5
Bologna 897,1 127,2 1024,3 4,0 11,4 63,4 25,2 47,3
Ferrara 299,2 41,3 340,5 2,6 9,9 60,7 29,4 49,8
Ravenna 339,5 48,2 387,7 1,4 11,0 62,4 26,6 48,2
Forlì-Cesena 348,5 45,9 394,3 2,5 11,5 62,7 25,8 47,6
Rimini 303,3 38,0 341,2 2,6 11,1 63,6 25,3 47,6
Emilia-Romagna 3900,4 576,6 4477,0 3,4 11,5 63,3 25,2 47,3
Massa-Carrara 170,3 16,3 186,6 -0,8 9,6 60,9 29,5 50,0
Lucca 345,5 34,4 380,0 -3,8 10,3 62,0 27,7 49,0
Pistoia 259,4 31,4 290,9 3,2 10,9 62,0 27,0 48,4
Firenze 851,4 137,1 988,5 0,4 11,0 62,4 26,6 48,1
Prato 200,0 61,2 261,2 5,8 11,3 65,3 23,4 46,6
Livorno 295,1 29,8 324,9 -2,6 10,2 61,2 28,7 49,5
Pisa 373,6 46,0 419,6 2,7 11,4 62,8 25,9 47,6
Arezzo 296,3 37,0 333,3 0,1 10,9 61,9 27,2 48,3
Siena 227,9 31,6 259,5 0,2 10,9 61,7 27,4 48,4
Grosseto 191,1 23,7 214,9 -0,7 9,8 60,6 29,6 49,9
Toscana 3210,7 448,5 3659,2 0,4 10,8 62,2 27,1 48,4
Perugia 567,3 68,7 636,0 -0,3 11,1 61,7 27,2 48,2
Terni 191,2 23,4 214,6 -3,0 10,0 60,6 29,4 49,7
Umbria 758,5 92,1 850,6 -1,0 10,8 61,5 27,8 48,6
Pesaro e Urbino 319,0 30,6 349,6 0,0 11,1 62,8 26,1 47,8
Ancona 414,2 47,4 461,6 0,2 11,0 62,2 26,8 48,1
Macerata 272,0 29,7 301,7 -1,1 11,3 61,5 27,2 48,1
Ascoli Piceno 185,2 15,0 200,2 -1,5 10,7 61,5 27,9 48,7
Fermo 149,1 17,6 166,8 -1,1 10,8 61,4 27,7 48,5
Marche 1339,5 140,3 1479,8 -0,5 11,0 62,0 27,0 48,1
Viterbo 273,5 34,3 307,8 1,3 10,5 62,8 26,7 48,3
Rieti 134,5 14,8 149,3 -2,9 10,1 62,0 28,0 48,9
Roma 3697,2 527,7 4224,9 0,5 11,7 64,5 23,8 46,9
Latina 507,8 59,4 567,1 0,8 12,0 64,3 23,7 46,4
Frosinone 433,7 26,5 460,3 -5,2 11,2 62,3 26,5 47,7
Lazio 5046,7 662,7 5709,4 0,0 11,6 64,2 24,3 47,0
L’Aquila 259,6 27,1 286,8 0,2 10,9 61,8 27,4 48,3
Teramo 273,8 26,1 299,8 -0,7 11,2 63,0 25,8 47,6
Pescara 292,7 18,9 311,6 -1,0 11,5 62,8 25,7 47,5
Chieti 346,1 22,9 369,1 -3,9 10,9 61,9 27,3 48,3
Abruzzo 1172,2 95,0 1267,2 -1,5 11,1 62,3 26,5 47,9
Isernia 73,8 4,4 78,2 -6,8 10,3 61,2 28,5 48,9
Campobasso 196,9 10,9 207,7 -6,4 10,2 62,3 27,6 48,5
Molise 270,7 15,2 285,9 -6,5 10,2 62,0 27,8 48,6
Caserta 850,2 59,3 909,5 1,1 13,4 66,3 20,2 43,9
Benevento 246,9 11,1 258,0 -7,1 11,2 63,2 25,7 47,4
                 
                 
                 
Tabella 1 segue – Popolazione residente e indicatori di struttura al 1° gennaio 2026                
                 
Province / Regioni / Ripartizioni Popolazione residente (migliaia) Tasso di variazione (per mille) (P) Struttura per grandi classi di età (valori %) (S) Età media (anni e decimi di anno) (S)
Italiana (S) Straniera (S) Totale (P) 0-14 15-64 65+
Napoli 2808,8 146,0 2954,8 -3,0 13,5 65,5 21,0 44,1
Avellino 376,0 17,1 393,1 -5,0 11,0 64,0 25,0 47,1
Salerno 992,7 60,6 1053,3 -2,0 12,2 64,0 23,8 46,0
Campania 5274,6 294,1 5568,7 -2,4 13,0 65,1 21,9 44,8
Foggia 548,2 39,6 587,8 -4,2 12,0 63,7 24,3 46,1
Bari 1169,0 49,1 1218,1 -1,2 11,7 63,5 24,8 46,8
Taranto 528,4 19,5 547,9 -4,6 11,2 62,6 26,2 47,5
Brindisi 359,4 14,2 373,6 -5,2 11,0 62,8 26,2 47,7
Lecce 730,8 31,1 761,9 -3,4 10,9 62,1 27,0 48,1
Barletta-Andria-Trani 363,7 12,2 375,9 -3,1 12,2 65,1 22,8 45,6
Puglia 3699,5 165,8 3865,3 -3,1 11,5 63,2 25,3 47,0
Potenza 323,4 14,1 337,5 -9,9 10,4 62,7 26,9 48,3
Matera 173,7 14,1 187,8 -7,1 11,1 63,0 25,9 47,3
Basilicata 497,1 28,2 525,3 -8,9 10,6 62,8 26,6 47,9
Cosenza 626,7 40,5 667,1 -3,6 11,7 62,9 25,4 47,0
Crotone 151,1 10,7 161,8 -0,8 13,2 63,4 23,4 45,1
Catanzaro 318,5 19,6 338,2 -4,7 12,0 62,3 25,7 47,0
Vibo Valentia 141,9 8,0 149,9 -3,9 12,0 63,0 25,0 46,4
Reggio di Calabria 478,9 31,7 510,6 -4,6 12,7 62,7 24,6 46,0
Calabria 1717,1 110,5 1827,6 -3,9 12,2 62,8 25,0 46,5
Trapani 385,8 24,8 410,6 -1,9 11,9 62,6 25,4 46,8
Palermo 1156,4 38,9 1195,3 -2,9 13,2 63,0 23,8 45,6
Messina 563,4 30,7 594,1 -3,5 11,2 62,6 26,2 47,5
Agrigento 388,9 18,1 407,0 -3,3 12,1 62,9 25,0 46,4
Caltanissetta 235,0 8,5 243,5 -7,8 12,1 63,3 24,6 46,2
Enna 146,6 5,0 151,5 -6,7 11,2 62,5 26,4 47,3
Catania 1028,6 38,9 1067,6 -2,4 13,5 63,5 23,0 45,1
Ragusa 285,6 37,6 323,1 5,7 13,3 64,5 22,2 44,7
Siracusa 365,1 17,3 382,5 -2,2 12,2 63,6 24,2 46,2
Sicilia 4555,5 219,7 4775,2 -2,5 12,6 63,2 24,2 46,0
Sassari 446,8 23,8 470,6 -2,9 9,8 63,6 26,7 48,8
Nuoro 188,1 6,0 194,1 -6,4 9,9 61,4 28,6 49,3
Oristano 143,2 3,6 146,8 -8,2 8,7 60,6 30,7 50,9
Cagliari 398,8 17,1 415,9 -4,0 9,3 64,0 26,7 49,2
Sud Sardegna 320,0 7,2 327,2 -7,2 8,9 60,8 30,3 50,6
Sardegna 1496,7 57,8 1554,5 -5,1 9,4 62,5 28,1 49,6
Nord-ovest 14053,7 1901,5 15955,2 2,3 11,5 63,0 25,5 47,4

 

LE CITTA’ DELL’EMILIA ROMAGNA

Nell’ordine (in migliaia): prima colonna popolazione italiana, seconda straniera, terza totale / quarta tasso di variazione / classi di età: quinta 0-14 anni – sesta 15-64 anni. settima più di 65 anni / ottava età media

Piacenza 244,4 43,3 287,7 4,5 11,8 62,6 25,7 47,4
Parma 389,5 68,0 457,5 3,9 12,1 64,0 23,8 46,4
Reggio nell’Emilia 466,6 65,6 532,2 2,7 12,3 64,5 23,3 / 46,0
Modena 612,4 99,2 711,5 4,5 12,1 63,7 24,2 46,5
Bologna 897,1 127,2 1024,3 4,0 11,4 63,4 25,2 47,3
Ferrara 299,2 41,3 340,5 2,6 9,9 60,7 29,4 49,8
Ravenna 339,5 48,2 387,7 1,4 11,0 62,4 26,6 48,2
Forlì-Cesena 348,5 45,9 394,3 2,5 11,5 62,7 25,8 47,6
Rimini 303,3 38,0 341,2 2,6 11,1 63,6 25,3 47,6
Emilia-Romagna 3900,4 576,6 4477,0 3,4 11,5 63,3 25,2 47,3

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