“L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. È accaduto qualche sera fa, ma la notizia è stata tenuta riservata”. È quanto rivela il Corriere della Sera. “È stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto e prendere una decisione che inevitabilmente incide sui rapporti tra Italia e Stati Uniti”, scrive il quotidiano.
Portolano è stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni asset aerei Usa prevede di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però ha chiesto alcuna autorizzazione né ha consultato i vertici militari italiani. Il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo. Le prime verifiche hanno accertato che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese.
La prima reazione alla notizie è di Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde che ha dichiarato: “Ritengo quello di Sigonella un atto dovuto. Il governo ha sempre sostenuto che i trattati vanno rispettati, e in questo caso è stata presa una decisione coerente con questo principio. Tuttavia, non possiamo nasconderci dietro l’ipocrisia. Da Sigonella, con regolarità, parte il Triton, drone di monitoraggio che poi va a bombardare. Allo stesso modo, dalla base di Camp Darby, a Pisa, vengono caricati missili e armi che poi vanno a bombardare l’Iran. E certamente un fatto positivo aver negato ma non nascondiamoci dietro l’ipocrisia. L’Italia continua a fornire assistenza logistica a operazioni militari di questa guerra che stanno devastando e destabilizzando il pianeta, con conseguenze gravissime anche sul piano economico per il nostro Paese” .
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno colpito nella notte un deposito di munizioni a Isfahan, mentre il presidente Trump ha postato il video sul suo social Truth. Ancora una volta, quindi, si inasprisce il conflitto nel trentatuesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Intanto, secondo i dati di tracciamento di Marine Traffic, due navi portacontainer cinesi gestite da Cosco Shipping hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz e sono uscite dal Golfo.
Il Wall Street Journal riporta che Donald Trump avrebbe confidato ai suoi collaboratori la sua disponibilità a porre fine alla campagna militare contro l’Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso. Secondo il giornale, continuare la missione con l’obiettivo di forzare l’apertura prolungherebbe il conflitto di altre 4/6 settimane. Si starebbe, invece, valutando la possibilità di porre fine agli scontri in corso.
