RIMINI / Sindaco di Pennabilli in camicia nera alla Festa della Repubblica

Un sindaco della provincia di Rimini in camicia nera alle celebrazioni ufficiali della Festa della Repubblica. “Gravissimo che un sindaco della provincia abbia partecipato alla cerimonia indossando una camicia nera, simbolo storicamente e politicamente associato al fascismo”. A denunciarlo è l’Anpi provinciale di Rimini, condannando con fermezza quanto avvenuto durante la cerimonia ufficiale del 2 Giugno, svoltasi “alla presenza del Prefetto, delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e della cittadinanza. Il sindaco in questione che l’Associazione dei Partigiani non nomina ma di cui invia una foto è Mauro Giannini, sindaco di Pennabilli. L’amministratore locale d’altronde non ha mai nascosto le sue inclinazioni, avendo dichiarato più volte in passato di essere nato e che morirà con la camicia nera.

Indossare quell’indumento proprio in occasione del 2 Giugno, con tutti i sindaci schierati con la fascia tricolore, rappresenta, per l’Associazione Nazionale Partigiani, “un gesto incompatibile con il significato della ricorrenza che celebra la nascita della Repubblica democratica e della Costituzione antifascista. La circostanza assume una rilevanza ancora maggiore alla luce delle ripetute dichiarazioni pubbliche con cui lo stesso amministratore ha rivendicato la propria appartenenza all’identità fascista e si è definito orgogliosamente ‘fascista’ e ‘camicia nera’”. L’Anpi, insomma, considera quanto accaduto senza mezzi termini come “una grave offesa alla memoria della Resistenza e ai valori su cui si fonda la Repubblica”.

Giannini non è nuovo a dichiarazioni e gesti eclatanti, che negli anni lo hanno reso celebre alle cronache ben oltre i confini della Valmarecchia. Ex ufficiale dei paracadutisti, il sindaco di Pennabilli ha rivendicato le proprie posizioni attraverso i social. Tra i precedenti più clamorosi si ricordano i suoi post su Facebook in cui si dichiarava esplicitamente “fascista”, l’elogio pubblico del Ventennio e le ordinanze provocatorie (come quella in cui invitava i cittadini a difendersi da soli armandosi in casa). Più volte al centro di accesi dibattiti in consiglio comunale e di attacchi da parte delle opposizioni di centrosinistra, Giannini ha sempre ribadito la propria linea, trasformando la provocazione nostalgica in un vero e proprio tratto distintivo del suo mandato politico. (Foto diffusa dall’Anpi di Rimini)

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