Indagati per omicidio colposo i genitori di Anna Rosa Bartolotta, la bimba di 4 anni dello Zen di Palermo morta per difterite. La coppia aveva scelto di non vaccinarla sostenendo che una vaccinazione avesse causato l’autismo di un cuginetto. La Procura – l’inchiesta è coordinata dalla procuratrice aggiunta di Palermo Laura Vaccaro e dal procuratore Maurizio de Lucia – ipotizza che l’omissione, costituita dalla mancata vaccinazione contro la difterite, da anni ormai obbligatoria, avrebbe determinato la morte di Anna Rosa: da qui la contestazione di omicidio colposo per omissione. La Procura per i minorenni del capoluogo siciliano ha disposto una verifica urgentissima sulle scuole materne ed elementari della zona dove, stando a parecchie testimonianze, è diffusa la credenza che il vaccino, obbligatorio per accedere alle scuoie elementari, sarebbe la causa dell’autismo, tesi sostenuta dai no vax. Si è appreso che, per eludere l’obbligoo, molte famiglie no vax presentano all’atto dell’iscrizione dei figli il foglio della prenotazione della vaccinazione e una volta iscritti evitano di presentarsi all’inoculazione del vaccino.
La madre della bimba, intanto, ha accusato di incompetenza i medici: avrebbero scambiato la difterite per tonsillite. Oggi la notizia che la famiglia di Anna Rosa ha denunciato tre ospedali che hanno avuto in cura la piccola dal 13 al 19 agosto: Cervello, Civico e ospedali dei Bambini (che dipende dal Civico) per “le condotte poste in essere dal personale sanitario”. Secondo la ricostruzione della vicenda fatta dall’Ansa, la piccola Anna Rosa fu portata la prima volta al pronto soccorso dell’ospedale Cervello alle 22 del 13 agosto: aveva febbre, ipoalimentazione e vomito. Era stata dimessa con la diagnosi di tonsillite essudativa febbrile, con il consiglio di tornare in pronto soccorso qualora ci fosse stato un peggioramento. Due giorni dopo i genitori l’avevano riportata in ospedale “con febbre non responsiva al trattamento, con rifiuto di alimentazione ipostenia e iporeattivita”. Nel referto era stato scritto che la piccola non era vaccinata per scelta del padre e della madre. L’indomani era stata intubata per insufficienza respiratoria e trasferita in ambulanza alla terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale dei Bambini Di Cristina. Giovedì è morta.
Nel frattempo sono migliorate le condizioni del cugino della bimba colpito dalla difterite. “Ha un po’ di mal di gola, di placche, insomma nulla di più rispetto a una sindrome influenzale tipica. Aspettiamo domani per avere notizie certe visto che abbiamo già fatto il tampone, ma servono 48 ore perché diventi attendibile. E’ ricoverato nel reparto di malattie infettive pediatriche. In ogni caso siamo tranquilli perché è vaccinato, e la malattia non può evolversi in forme gravi”, dice il direttore sanitario dell’azienda sanitaria, Domenico Cipolla.
CHE COS’E’ LA DIFTERITE
La bambina, così come i suoi tre fratelli, non era stata sottoposta alla vaccinazione – obbligatoria dal 1939 – per volontà dei genitori che sarebbero convinti che sia stato proprio il vaccino a causare l’autismo di una parente. Una teoria, quella della correlazione tra autismo e vaccini, che gira da tempo negli ambienti antiscientifici e no vax ma che, è fondamentale specificarlo, è stata smentita ormai da tantissimi studi. Come riporta il sito dell’Istituto Superiore di Sanità, la difterite è una malattia infettiva acuta provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae (e in misura minore dal Corynebacterium ulcerans), che una volta entrato nell’organismo rilascia una tossina che, pur localizzandosi in naso, tonsille e ugola, può diffondersi rapidamente danneggiando o distruggendo organi e tessuti specifici, a seconda della tipologia del batterio stesso.
Ad essere attaccati nel caso della piccola sarebbero stati cuore, fegato e colon. Può colpire tutti ma i soggetti più esposti sono i bambini e le persone vulnerabili. La difterite è una malattia che all’inizio del Novecento faceva registrare in Italia circa 30mila casi tra i bambini e 1.500 morti l’anno. Dal 1939 però grazie al vaccino reso obbligatorio per i nuovi nati e già disponibile dal 1929, si è assistito a un netto e progressivo calo, tanto che negli ultimi 30 anni i casi sono stati pochissimi e mai mortali. L’ultima morte nel nostro Paese risale al 1991 e si trattò di una bambina non vaccinata. Il vaccino non ha però fatto scomparire del tutto il batterio, che resta in giro e in grado di attaccare i soggetti non protetti. Il vaccino viene preparato a partire dalla tossina difterica, modificata in modo tale da non essere più pericolosa ma ugualmente capace di stimolare l’organismo a produrre valide difese contro la malattia.






