Il sito Professionereporter.eu, diretto da Andrea Garibaldi, segnala un caso di colpevole omissione della notizia sulla morte di un operaio scaricato in gravi condizioni come un sacco di rifiuti ai bordi di una strada a Caivano, pochi chilometri da Napoli. “Solo il Corriere della Sera – scrive Piero Santonastaso – riporta in prima pagina la notizia. La facciamo breve: se fosse accaduto al Nord, tv e giornali fin dal primo momento avrebbero soffiato nelle trombe dello scandalo e della vergogna. Invece l’operaio edile Salvatore Calignano, 61enne di Orta di Atella (Caserta) ha avuto il torto di farsi gettare come un sacco di rifiuti ai bordi di una strada periferica di Caivano, dopo un incidente in un cantiere in cui lavorava quasi certamente in nero. Lo hanno trovato in condizioni critiche nel pomeriggio di venerdì 2 ottobre, dopo una segnalazione anonima. Sabato 3 è morto all’Ospedale del Mare di Napoli“.
L’informazione italiana ha dato il peggio di sè. ” Domenica 4 ottobre – denuncia Santonastaso – non una riga sulle pagine delle principali testate, qualcosa su quella locale, niente nei tg, a parte la testata regionale della Rai. Lunedì 5 ottobre la vicenda ha trovato finalmente spazio sul Corriere della Sera: prima pagina e due pezzi all’interno, ma nel panorama nazionale, ricchissimo di commentatori e opinionisti sulla qualunque, è rimasto un episodio”.
I fatti. Mercoledì 30 settembre Salvatore Calignano, sposato, due figlie, termina il periodo in cui percepiva l’indennità di disoccupazione. Giovedì 1° ottobre secondo la moglie Carmela, che riferisce di una telefonata del marito avvenuta alle 13, va a lavorare “in nero” sul tetto di un capannone a Caivano per la posa di una guaina isolante. Alle 15 al 118 arriva la segnalazione di un uomo in gravissime condizioni in via Fossa del Lupo, una strada isolata della zona industriale. Calignano viene trasportato d’urgenza in codice rosso prima a Giugliano e poi all’Ospedale del Mare di Napoli, dove muore il giorno dopo. Prima di perdere i sensi avrebbe detto ai medici di essere caduto da una scala. L’auto dell’operaio è stata ritrovata nei pressi di un capannone in cui erano in corso dei lavori, lontano da via Fossa del Lupo. La Procura di Napoli Nord ha sequestrato la salma e disposto l’autopsia, e lunedì 5 ottobre ha iscritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio colposo in cooperazione il titolare della ditta e i due proprietari del capannone. Secondo le indagini dei carabinieri Calignano figurerebbe regolarmente assunto dal giorno prima dell’incidente. “È molto strano che non me lo avesse detto”, ha commentato la moglie.






