Germania (e l’Europa) sotto shock. I neonazisti di Alternative für Deutschland (AfD) – tra l’esultanza di Matteo Salvini, vicepremier del governo Meloni, e la soddisfazione di Vannacci (“l’Europa cambia”) – hanno vinto le elezioni statali in Sassonia-Anhalt con il 44,5 per cento dei voti. Il partito di estrema destra nel land più povero della Repubblica Federale Tedesca ha superato perfino le aspettative dei sondaggi, che lo vedevano più vicino al 40%, e ha più che raddoppiato la percentuale di consensi rispetto alle ultime elezioni, che si sono tenute cinque anni fa, attirando il 23,7% in più. Dopo la schiacciante vittoria del partito di estrema destra, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha commentato: “Siamo tutti profondamente scioccati”, ma “arrendermi non è un’opzione”. Presentandosi in conferenza stampa con il governatore uscente sconfitto, Sven Schulze, a Berlino, ha avvertito che “ci saranno ripercussioni”.
Migliaia di persone sono scese in piazza a Berlino contro l’AfD dopo la vittoria del partito di estrema destra alle elezioni in Sassonia-Anhalt. Alla manifestazione davanti alla Porta di Brandeburgo, organizzata da Campact e Fridays for Future con lo slogan “È tempo di agire: fermiamo l’AfD”, la polizia ha contato circa 5.000 partecipanti, mentre Campact ha parlato di 14.000 persone.
Le urne hanno chiamato al voto 1,69 milioni di elettori che hanno fatto registrare un’affluenza straordinaria fin dalle prime ore della giornata. Un successo del candidato Ulrich Siegmund, che ha raddoppiato i propri consensi rispetto al 2021, beneficiando di un malcontento diffuso su costo della vita, transizione industriale e politiche migratorie. Ex rappresentante di un’azienda di profumi per ambienti, si è radicalizzato durante il Covid e si circonda di ex militanti filo-hitleriani. Dopo il trionfo di oggi può diventare il primo leader dell’estrema destra in un land tedesco.
Con il voto di oggi, finisce così la Deutschland-Koalition, (la coalizione Germania), l’alleanza tra CDU, SPD e liberali della FDP che guidava la Sassonia-Anhalt dal 2021. Un risultato, che scuote profondamente gli equilibri della politica nazionale tedesca e aumenta la pressione sui vertici federali dei cristiano-democratici a Berlino.

I conservatori della Cdu, partito che esprime il cancelliere Friedrich Merz, sono arrivati secondi con il 18,5% dei voti, dato che segna un calo pari al 18,6% rispetto al 2021. Seguono la sinistra di Die Linke al 9%, con una flessione pari all’1,5%, e Verdi al 9%, con un +3,1%. Poi i socialdemocratici della Spd con l’8% dei voti (meno 0,% contro il 2021) e i populisti dell’Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw), che avrebbe portato a casa il 5% dei voti, percentuale pari alla soglia di sbarramento. Fuori, invece, i liberali della Fdp, crollati al 2% (meno 4,4% dal 2021).
Almeno per un giorno il Land più povero e con la popolazione più vecchia di Germania ha avuto tutti gli occhi addosso, scrivendo una pagina di storia al Paese. Le elezioni in Sassonia-Anhalt non erano delle semplici tornate regionali ma rappresentavano un test importante per tutta la politica tedesca, che dovrà ora ridisegnarsi in base ai risultati alle urne. Non solo il governo Merz guardava con interesse (e un po’ di preoccupazione) al voto infatti, ma l’avanzata dei nazisti rimescola tutto, considerando il crollo dei partiti storici tedeschi: la Cdu e i socialdemocratici. All’Afd manca un seggio per la maggioranza assoluta nel Parlamento di Sassonia, ma sembra che a soccorrerla potrebbero essere i rossobruni, ovvero la forza populista Bsw della Sassonia-Anhalt, che secondo gli exit poll avrebbe superato la soglia di sbarramento, si è riservata il diritto di collaborare con l’Afd su singoli progetti. La candidata di punta Claudia Wittig ha dichiarato, infatti, che il suo partito vuole “prendere decisioni basate sui contenuti” e realizzare progetti che siano positivi per il Paese “anche con l’Afd o con altri partiti”. Interpellata sulla possibilità di votare per Ulrich Siegmund, la Wittig non la esclude.
«Non si può già dire alle 18 di stasera se sarò ministro presidente della Sassonia-Anhalt, ma abbiamo già scritto la storia». ha detto il candidato di Afd Ulrich Siegmund, parlando alla tv Ard, dopo gli exit poll che danno il partito vicino alla maggioranza assoluta. Un’elezione che ha visto peraltro l’alta affluenza: 80%.
Complimenti all’amica Alice Weidel e a tutta Afd per il trionfo in Sassonia-Anhalt! Un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Alla faccia di chi, a sinistra, alimentava paure e scenari catastrofici”. Lo scrive su X il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, commentando i dati elettorali nel Land tedesco. “Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama Democrazia. Un’altra Europa è possibile”, evidenzia.
IL MANIFESTO DI MAGDEBURGO: DEPORTAZIONE E SEGREGAZIONE
L’AfD della Sassonia è, con quella della Turingia, la più radicale della Germania. Che cosa dice il manifesto di Magdeburgo, votato ad aprile? Il Times l’ha definito «deportazione & segregazione». Ecco una sintesi: 156 pagine, 16 capitoli con 302 misure che prospettano finanche la castrazione dei gatti randagi. Il testo è farina del sacco di un solo uomo: l’ideologo Hans-Thomas Tillschneider, che si presenta con un barbone come il putiniano Alexander Dugin e ha una tazza dell’Armata russa in ufficio. È lui il cervello radicale della macchina schiacciasassi dell’AfD sassone. Tillschneider vorrebbe diventare ministro della Cultura e della Scuola. Quello che prospetta è un progetto controrivoluzionario. Secondo lui in Germania, «decenni di sviluppi sbagliati stanno trasformando dall’interno quello che un tempo era uno Stato democratico in uno Stato totalitario». Famiglia, politica migratoria, scuola, università. Dovesse imporsi l’AfD, la Sassonia diventerebbe il laboratorio di una guerra culturale contro il consenso liberale e democratico.
L’educazione è al cuore della dottrina («pensare tedesco»). L’obbligo scolastico (lo chiamano costrizione scolastica) sarà abolito. I figli potranno essere educati a casa. Gli educatori dovranno avere rigoroso obbligo di neutralità. Terminerà il programma “scuola senza razzismo”. Sarà data priorità alle basi (tedesco, aritmetica) e scoraggiate le classi di sociologia, psicologia e via discorrendo. I testi saranno scelti dal Land, e sarà ripristinato lo studio del russo. Classi separate per gli studenti con disabilità. Il contratto con la tv pubblica sarà disdetto alla prima occasione ufficiale. Nella visione dell’Afd, accanto alla scuola la tv pubblica è l’altro canale che indottrina e inebetisce» il popolo. L’ostilità verso gli stranieri permea tutte le parti del programma. Si promette un’«offensiva di espulsioni e di remigrazione. Sarà abolito il diritto costituzionale all’asilo, ripristinato lo ius sanguinis. La polizia sarà affiancata dalla Guardia civica di volontari, definiti gli eroi del quotidiano: molte idee sembrano ispirarsi all’Ice americana, con tanto di diritto al porto d’armi. Alle Chiese, cattolica e luterana, sarà tolta la tassa religiosa. Il manifesto si esprime contro le deviazioni sessuali, gli stili di vita non riproduttivi e i modelli sessuali aberranti. Una famiglia intatta, composta da madre, padre e figli sarebbe la condizione migliore per uno sviluppo infantile sano. La leader dell’Afd nazionale, Alice Weidel, lesbica, sposata e con due figlie, ha detto: «Su questo non sono d’accordo». Nell’ostilità al Bauhaus e al teatro anti-tedesco vengono ripresi i codici e i temi culturali cari alla storia nazista. Saranno ripristinati i pieni rapporti con la Russia e si uscirà dagli accordi di Parigi sul clima.






