(professionereporter.eu) — Quando nel maggio 2026 Leonardo Maria Del Vecchio, l’imprenditore di Lmdv Capital, uno degli eredi dell’impero Luxottica, ha perfezionato l’acquisto da Andrea Riffeser Monti dell’80% dell’Editoriale Nazionale, che edita Resto del Carlino di Bologna, Nazione di Firenze, Giorno di Milano e il Quotidiano Nazionale, i 232 giornalisti del gruppo hanno quasi stappato bottiglie per essersi liberati d’un editore che li ha portati “sull’orlo d’un burrone”. “Se ti dicono ti compra un miliardario, che fai?, brindi e sei felice”, dicono oggi tra i computer di redazione. Nessuno di lì a pochi mesi poteva immaginare che Del Vecchio fosse in trattativa con un fondo Usa per rifinanziare un’esposizione di oltre un miliardo con Unicredit (650 milioni), Indosuez (350) oltre a un leasing di 110 milioni d’euro. E che si sarebbe dimesso da tutte le cariche di Delfin, cassaforte del gruppo.

Tra i tavoli delle tre testate adesso serpeggia una certa apprensione. Anche perché gli investimenti corrono intorno al progetto di fare di Qn -finora niente più che una redazione per preconfezionare le pagine nazionali dei tre quotidiani locali di Bologna, Firenze e Milano, oltre ad esser stato l’involucro degli stessi (il concetto del “panino”)- una vera e propria testata nazionale a sé. Da mandare autonomamente in edicola. Progetto, quest’ultimo, per il quale dal 9 settembre è assoldato come Direttore editoriale Mario Orfeo, che lo scorso 9 luglio s’è dimesso da la Repubblica, dopo averla guidata dal 7 ottobre 2024.

Con un ingaggio – si legge in una nota congiunta di tutti e tre i Comitati di redazione datata 2 settembre- di 1,3 milioni l’anno, a cui si devono aggiungere 250mila euro per Mattia Feltri, che il 27 agosto ha lasciato la direzione dell’HuffPost, portando in dote a Qn la rubrica quotidiana che aveva su La Stampa, e lo stipendio di Guido Boffo che, lasciato Il Messaggero di Caltagirone, ha assunto dal 4 settembre la carica di vicedirettore di Qn. Scrivono i Cdr: “L’azienda non ha confermato l’ammontare delle retribuzioni delle nuove figure e ha confermato che le responsabilità e le funzioni organizzative sono in capo soltanto alla Direttrice Agnese Pini, così come ha ribadito l’intenzione di voler stabilizzare a tempo indeterminato diversi giornalisti, ma che prima attende eventuali novità sui fondi della 416 e certezze sull’avvio del piano dei prepensionamenti”. Di questo si parlerà a fine ottobre, “quando scadranno diversi contratti a termine”.

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In ogni caso, come spiegato alle tre redazioni, il 5 novembre ci sarà il lancio del nuovo Qn, con un rinnovo della grafica di tutte le testate. Ma che giornale sarà il Quotidiano Nazionale?  Sarà “una testata nazionale autonoma con l’obiettivo di venderla in abbinamento – a seconda delle regioni – con Carlino, Nazione e Giorno, che saranno giornali autonomi con le cronache locali e regionali, l’economia dei territori e lo sport”. Orfeo seguirà soprattutto il giornale nazionale, Pini soprattutto le altre testate. Qn dovrebbe diventare una “testata di opinione di fascia alta”, autorevole e – nelle intenzioni – capace di parlare anche a un pubblico giovane, con un linguaggio contemporaneo. “Una testata completamente rinnovata, con una veste grafica ispirata ai principali quotidiani europei, un’impostazione orientata alla leggibilità e alla valorizzazione dei contenuti, e una piattaforma digitale riprogettata da zero insieme al prodotto cartaceo”.

In sostanza, nella visione dell’editore, si tratta di dar vita ad una nuova architettura del gruppo che punta a rendere ogni testata locale più identitaria e riconoscibile: Resto del Carlino, Nazione e Giorno “manterranno ciascuno il loro ruolo centrale nell’informazione regionale, rafforzando il radicamento nei rispettivi territori”, dando vita a un “ecosistema editoriale digitale” progettato “per intercettare nuovi pubblici e nuovi ricavi”.   Per comporre la nuova redazione sono previste altre assunzioni: l’idea è “quella di aumentare sensibilmente gli organici, in prima battuta del Qn, anche in previsione di un sistema di turnazione dei giornalisti per fasce orarie che si occupino trasversalmente di carta e web, mentre per le testate il confronto sugli organici, che ad ora non saranno toccati, avverrà in un secondo momento”, scrivono i Cdr.

“Sul web è in fase di realizzazione un nuovo sistema editoriale, l’intenzione è di potenziare l’informazione online mettendo i giornalisti nelle condizioni di dedicarsi sia all’online che alla carta a seconda delle esigenze redazionali”.  La sede di Qn resterà Bologna, con l’ufficio centrale dei caporedattori e il desk degli altri servizi, “ma nasceranno due redazioni distaccate, una a Roma e l’altra a Milano, con organici ancora da definire”. Restano aperti alcuni nodi, come il sottolineano i Cdr: “Se ci sono risorse a disposizione per pagare e assumere nuovi giornalisti da altre realtà e per rilanciare il Gruppo, occorrono anche riconoscimenti per chi per anni si è sobbarcato sacrifici, tagli allo stipendio, carichi di lavoro pesantissimi, a scapito della propria vita privata”. Pertanto è stato chiesto di prevedere fin da subito la “stabilizzazione dei precari e rimborsi chilometrici più alti per articoli 2 e 12 (oltre a ribadire le richieste su un welfare ad hoc, lavoro domenicale e festivi, computer portatili, revisione delle tariffe dei pezzi), un aumento dei compensi per i collaboratori e una revisione di tutto l’integrativo per gli articoli 1”.

I punti salienti delle richieste delle redazioni riguardano poi “buoni pasto strutturali a 10 euro al giorno, Edr mensile non assorbibile per tutti di 250 euro (l’Elemento distinto della retribuzione significa un tot in più al mese nella parte bassa della busta paga che non incide su scatti e altri parametri retributivi calcolati sulla paga base), welfare fisso di 250 euro all’anno al quale sommare un welfare aggiuntivo nel caso si opti, a seconda delle esigenze, su un regime domenicale al 155% o al 55% con compensativo, un forfait straordinari fisso di 250 euro al mese”.

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