Cominciano a diventare difficili i tempi e le strategie di coloro (governo e stampa di regime) che in queste settimane stanno seminando paura, attraverso pestaggi mediatici, per le proteste degli studenti. Da Bologna arriva una reazione sorprendente: le madri dei liceali scenderanno in piazza domani, venerdì 30 ottobre, in occasione dello sciopero per protestare contro la violenza delle forze dell’ordine sui loro figli. Indosseranno elementi distintivi di colore rosso e formeranno un cordone di sicurezza per difendere i ragazzi dalle cariche e dalle manganellate degli agenti.
L’iniziativa è stata di una docente di Matematica dell’università di Bologna, Nicoletta Cantarini (nella foto con la figlia, cortesia La Repubblica Bologna) “I nostri ragazzi hanno paura del futuro e della polizia, per questo noi mamme saremo con loro, ha dichiarato. Il gruppo di madri – che si è formato grazie al tam-tam sulle violenze gratuite subite dai loro figli nelle manifestazioni precedenti – sarà in piazza dietro lo striscione “No alla violenza sui nostri figli”, con l’intento di fare da cordone di sicurezza tra gli studenti e le forze dell’ordine. L’iniziativa parte da Bologna e si concretizzerà domani in occasione dello sciopero generale proclamato dai sindacati di base. L’idea, spiega in un’intervista raiofonica Nicoletta Cantarini, madre di due adolescenti, è nata dopo i racconti dei figli che hanno partecipato alla manifestazione a Bologna di sabato scorso, 24 ottobre, e sono rimasti terrorizzati dalle scene che hanno visto, in particolare per la violenza delle forze dell’ordine verso manifestanti del tutto pacifici.
Nelle testimonianze raccolte da ragazze e ragazzi di 16 o 17 anni emergono scene di forte sconcerto per l’intervento delle forze dell’ordine contro cortei pacifici e composti in gran parte da minorenni e giovani studenti. Le madri promotrici denunciano un clima di profonda paura diffusa tra le famiglie. «Tutti parlano di paura – racconta Cantarini – un sentimento diffuso di grande paura, paura anche per i genitori che sanno che i propri figli parteciperanno alla manifestazione». Il timore principale non riguarda eventuali eccessi da parte dei ragazzi — descritti come determinati a manifestare le proprie idee ma estranei a logiche di scontro — quanto piuttosto la loro incolumità di fronte alle cariche delle forze di polizia.
L’intervista audio alla professoressa Cantarini
L’obiettivo del presidio, che vedrà le donne indossare elementi distintivi di colore rosso come sciarpe o giacche per riconoscersi, è quello di fare da cordone simbolico di protezione. Le madri intendono così ribadire il diritto costituzionale dei minori a manifestare e a esprimere il proprio dissenso, rivendicando la necessità di «restituire loro un’immagine dello Stato che sia di giustizia, non di repressione, a prescindere dal motivo per cui vogliono manifestare». L’appello a partecipare, esteso a tutte le madri della città, punta a costruire una rete di solidarietà e sicurezza a sostegno delle nuove generazioni.

La scrittrice e insegnante bolognese Marilù Oliva, che ha partecipato al corteo del 24 ottobre con i figli, ha reso noto di aver parlato in classe con i suoi studenti: “Si sono molto spaventati. Tanti manifestavano pacificamente, perché la polizia ha caricato senza motivo?”. Risposta che non arriva.






