Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, su invito della Commissione di garanzia, ha precettato il settore dei trasporti coinvolto, m l’Usb lo sfida e conferma lo sciopero anche dell’intero comparto dei trasporti previsto per domani. Il sindacato di base ritiene “illegittima” l’ordinanza cui “non intendiamo sottostare”, spiega in una nota, aggiungendo che si accollerà l’eventuale sanzione per il sindacato e i suoi delegati e che informerà i lavoratori del settore per le sanzioni individuali cui potrebbero andare incontro.”Denunciamo la diffusione di avvisi all’utenza errati, incompleti e fuorvianti da parte di numerose aziende del settore – si legge nella nota – queste comunicazioni rischiano di generare ingiustificata confusione e danni all’utenza. Le eventuali assenze dal servizio registrate nella giornata del 30 ottobre dovranno essere considerate e qualificate come adesioni alla mobilitazione sindacale. Qualsiasi tentativo di classificarle come ordinarie assenze ingiustificate, costituisce una violazione del diritto di sciopero e sarà contrastato con ogni tutela nelle sedi opportune”.
Nel settore ferroviario l’astensione dal lavoro è prevista dalle 21 di giovedì 29 ottobre alle 20.59 di venerdì 30 ottobre. Lo sciopero nei trasporti ferroviari è stato ridimensionato poiché è attesa una bassa partecipazione da parte dei lavoratori di Trenitalia, Atac e Cotral.
Nel trasporto aereo è previsto che lo sciopero duri per tutta la giornata di venerdì. Nel trasporto pubblico locale orari e modalità varieranno a seconda delle città. Lo sciopero dovrebbe riguardare anche i taxi, per l’intera giornata di venerdì, e il personale autostradale, a partire dalle 22 di giovedì. Domani è prevista anche una giornata di mobilitazione internazionale per i lavoratori portuali contro il traffico di armi, le politiche di riarmo e la militarizzazione dei porti. È stata organizzata da diversi sindacati, tra cui l’USB in Italia, la CGT in Francia e altre organizzazioni sindacali di Grecia, Turchia, Marocco e Paesi Baschi. Secondo gli organizzatori, alla mobilitazione hanno aderito lavoratori di oltre 100 porti in 17 paesi e quattro continenti. In Italia le proteste riguarderanno, tra gli altri, i porti di Genova, Livorno, Trieste, Civitavecchia, Ancona, Ravenna e Gioia Tauro.
Non solo. Alle piazze si unirà il Movimento 17 Ottobre (nato dopo le proteste del 17 ottobre). Da allora la partecipazione a quel movimento è quasi raddoppiata. Il coordinamento si è allargato da 40 a 60 persone. Le chat territoriali coinvolgono ora 29 città, dalle 14 iniziali. E sicuramente ha smosso l’emotività di molti anche la vicenda dell’amministratore della sua pagina Instagram e del suo gruppo Telegram Youssef Siher, arrestato sabato scorso e rimesso in libertà mercoledì, per insussistenza di gravi indizi di colpevolezza. A unirsi saranno tutte le principali associazioni studentesche. Ieri sera è stata occupata la facoltà di lettere e filosofia dell’università La Sapienza di Roma in solidarietà alle rivendicazioni dello sciopero.
Perché lo sciopero
Tra le principali richieste di USB ci sono l’adeguamento degli stipendi all’aumento del costo della vita, anche attraverso il ripristino della scala mobile, un meccanismo che in passato permetteva di aumentare automaticamente gli stipendi in base all’inflazione. Il sindacato chiede inoltre interventi per ridurre i prezzi dei beni essenziali, le bollette e i costi degli affitti, e una riduzione dell’IVA sui beni di prima necessità. Secondo USB, il governo sta destinando troppe risorse alle spese militari, mentre quelle per la sanità, l’istruzione e gli altri servizi pubblici rimangono insufficienti.
Dalla sanità alla scuola, passando per i trasporti (nonostante la precettazione) e i servizi portuali. Tra le principali richieste di USB ci sono l’adeguamento degli stipendi all’aumento del costo della vita, anche attraverso il ripristino della scala mobile, un meccanismo che in passato permetteva di aumentare automaticamente gli stipendi in base all’inflazione. Il sindacato chiede inoltre interventi per ridurre i prezzi dei beni essenziali, le bollette e i costi degli affitti, e una riduzione dell’IVA sui beni di prima necessità. Secondo USB, il governo sta destinando troppe risorse alle spese militari, mentre quelle per la sanità, l’istruzione e gli altri servizi pubblici rimangono insufficienti.
Può esserci un’agitazione sindacale nel comparto dei trasporti due giorni prima della Commemorazione dei defunti, oppure si rischia di comprimere il diritto di andare nei cimiteri nei giorni di massimo afflusso nel corso dell’anno? Alla vigilia degli stop si accende il contrasto con il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini ha firmato l’ordinanza che chiede per i settori del trasporto aereo, taxi, trasporto pubblico locale, trasporto ferroviario e marittimo, appalti ferroviari e circolazione e sicurezza stradale, “interessati dalla regola della franchigia legata alla commemorazione dei defunti, il differimento ad altra data” dello stop. Il sindacato di base ritiene “illegittima” l’ordinanza di precettazione cui “non intende sottostare”, aggiungendo che si accollerà l’eventuale sanzione per il sindacato e i suoi delegati e che informerà i lavoratori del settore per le sanzioni individuali cui potrebbero andare incontro. “Denunciamo la diffusione di avvisi all’utenza errati, incompleti e fuorvianti da parte di numerose aziende del settore – si legge nella nota – queste comunicazioni rischiano di generare ingiustificata confusione e danni all’utenza. Le eventuali assenze dal servizio registrate nella giornata del 30 ottobre dovranno essere considerate e qualificate come adesioni alla mobilitazione sindacale. Qualsiasi tentativo di classificarle come ordinarie assenze ingiustificate, costituisce una violazione del diritto di sciopero e sarà contrastato con ogni tutela nelle sedi opportune”.






