“Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza le primarie. Dicevano che non sarei durata sei mesi ed invece eccomi qua. La candidatura è  – insieme a questo straordinario gruppo dirigente – in maniera diffusa, in maniera plurale, per cambiare anche l’idea di leadership in questo Paese a cui un’altra donna non ha deciso di contribuire in meglio”. Elly Schlein durante l’Assemblea nazionale al Centro Congressi La Nuvola di Roma, ha tracciato la rotta del Partito Democratico e del campo progressista verso le prossime sfide elettorali, rivendicando un modello di leadership alternativo a quello della premier Giorgia Meloni e riaprendo con forza il tema delle alleanze e della partecipazione popolare. “Abbiamo la responsabilità di poter vincere le prossime elezioni. Lo voglio fare con voi, con coraggio, con determinazione, con l’orgoglio di chi sa che quando siamo uniti possiamo cambiare il destino del nostro Paese  – ha aggiunto la segretaria dem – E vi voglio dire io ci sono pronta, determinata, onorata e orgogliosa di potere guidare questa straordinaria comunità che non ha pari in Italia”.

La platea in piedi accoglie con un lungo applauso la segretaria Schlein. “Questa assemblea arriva in un passaggio particolarmente importante. Ci separa dalle elezioni l’ultimo miglio di un cammino che abbiamo affrontato in questi anni. Alle prossime elezioni politiche non è solo in gioco il futuro del Paese ma dell’Unione europea. Siamo alla Nuvola dove il percorso è iniziato il 12 marzo del 2023. E’ un tempo breve ma un’altra epoca. Ci eravamo dati due obiettivi, unità del Pd e unità dell’alleanza progressista. Due obiettivi riassunti nella scritta che sta alle mie spalle: unità del Partito democratico e unità dell’alleanza progressista. E con emozione possiamo dire con forza che questi obiettivi li abbiamo raggiunti entrambi, e li abbiamo raggiunti insieme. Testardamente unitari e uniti per cambiare l’Italia”.

Grazie a chi è venuto a portarci testimonianza

“Abbiamo ascoltato adesso le parole di Michele, di Matteo, di Sophie, che ringrazio davvero per essere venuti a portarci la loro testimonianza”. Schlein cita gli interventi dei rappresentanti delle proteste che hanno aperto l’assemblea nazionale del Pd. “Era giusto oggi – ha rivendicato – iniziare prestando ascolto a chi protesta perché non ce la fa più, questa è una trasmissione che su TeleMeloni non vedrete di certo, perché stanno censurando le proteste di un Sud che si sta bloccando, di studenti che non riescono più a pagare un affitto. E ci sembrava giusto quindi ascoltarli noi farli ascoltare da qui. “Noi non c’entriamo niente con i delinquenti visti nelle manifestazioni di questi giorni – puntualizza Schlein – li abbiamo sempre condannati, ma non possono usare i violenti per coprire la voce di migliaia di persone”

“Se faremo le primarie saranno una festa”

“Prima il programma comune, poi ci occupiamo della guida, perché chi guida deve guidare tutta l’alleanza progressista, non soltanto il suo partito. Noi abbiamo sempre detto: o l’accordo al partito che ha più consenso, che è un principio democratico che vale in tutti gli altri Paesi europei, oppure va bene anche fare le primarie, perché non abbiamo paura della democrazia, del voto. Se facciamo le primarie, le faremo come una grande festa di partecipazione popolare in cui la nostra gente si mescola e non saranno divisive, avremo cura che non lo siano”, ha aggiunto.

“Cambieremo il Paese”

Un affondo al governo di Giorgia Meloni. “Quelle che riempiono le piazze in queste settimane sono domande vere, diverse ma vere: hanno un tratto comune, chiedono alla politica di assumersi la responsabilità di scelte concrete, capaci di dare risposte a chi studia, a chi lavora e a chi produce”, ha aggiunto. “Il Governo sta ignorando queste voci. Hanno avuto una maggioranza larghissima, si vantano di essere stati il governo più longevo: il più longevo e il più inconcludente. Che occasione storica ha sprecato Giorgia Meloni, che con quei numeri in Parlamento poteva fare tutto, poteva fare riforme coraggiose e non è riuscita a farne una che cambiasse in meglio, in concreto la vita degli italiani, che oggi sono in piazza più poveri e più incazzati di ieri e vanno ascoltati, non criminalizzati”. E poi, incalza, “sui dati dell’occupazione  Meloni fa propaganda, bisogna guardare dentro i dati. L’occupazione cresce per gli over 50 e diminuisce per i giovani, questo non è un Paese per giovani. Ma se questo non lo è ancora deve diventarlo e dobbiamo farlo diventare tale. In quattro anni sapete che i salari hanno perso nove punti, mentre il carrello della spesa aumentava del 30% quindi con lo stesso stipendio di prima non paghi la stessa spesa di prima”. Secondo Schlein “quello che è successo in questi giorni merita una battuta perché il governo Meloni è in chiara difficoltà, visto che l’Italia le sta presentando il conto dei risultati pessimi di questi anni dal punto di vista economico-sociale”

Schlein: “Disponibili a una manifestazione unitaria su carovita e salari”

“Ho letto che Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono rivolti a tutti noi alleati per dire che la manifestazione bella di ieri, pacifica, della Cgil, a cui abbiamo partecipato in tantissimi, ci dà anche la responsabilità, di costruire un’alternativa che risponda a quelle aspettative, a quei sogni, a quei bisogni. E ci chiedono di valutare di fare insieme, di organizzare insieme una manifestazione sul carovita, sui salari, sulla giustizia sociale. Noi ci siamo, siamo assolutamente disponibili. Il programma comune che adesso dobbiamo affinare e chiudere, che vive delle tante proposte unitarie, vive ancora di più se lo facciamo vivere intrecciandolo alla forte richiesta che c’è in una parte del paese di migliorare le condizioni di vita delle persone”.

“Un pezzo di establishment non vuole una persona di sinistra a Palazzo Chigi”

“Le nostre discussioni sono fondamentali, l’importante però poi, dopo le nostre discussioni, è andare fuori senza rinunciare a un profilo chiaro e comprensibile davanti ai nostri elettori. Non è che dobbiamo galleggiare per non scontentare nessuno, dobbiamo discutere anche in maniera forte ma poi contribuire insieme a uscire da lì ognuno fiero del contributo che ha portato” ha detto ancora. “Ce la teniamo stretta la nostra passione politica sincera per cambiare le cose, cambiare il paese in maniera disinteressata. Che ci sia un pezzo di establishment che non vuole un’alleanza progressista al governo del Paese non è una novità è la storia di questo Paese è la sorpresa saremo noi stavolta e che ci sia proprio da quelle parti, chi non vuole una persona di sinistra Palazzo Chigi non è una novità è la storia di questo Paese ma noi siamo qui per sorprenderlo”.

La Costituzione. Sono gli articoli della Costituzione la bussola che orienta le proposte del Partito democratico: salute, scuola, lavoro, casa, pace, diritti universali. Il diritto universale è per tutti e per tutte e non dipende dal portafogli come qualcuno a destra vorrebbe. Serve rifinanziare la sanità pubblica. Abbiamo presentato una proposta di legge per portare la spesa sanitaria alla media europea del 7%. Se vincono loro” del centrodestra “portano la spesa militare al 5% del pil” ma “se vinciamo noi dobbiamo impegnarci a portarla al 7%, insieme a tutta l’alleanza progressista”.

La scuola pubblica. “Ci serve un’Italia che ricominci a credere e a investire nella scuola pubblica come primo luogo di emancipazione sociale. Un ascensore sociale che dobbiamo riuscire a fare ripartire perché è rotto e dentro si soffoca. La scuola è aperta a tutti, lo dice l’articolo 34 della nostra Costituzione. Lo dico perché Meloni ha detto che non capisce cosa vuol dire lo striscione appeso da ragazzi e bambini che dice ‘Qui nessuno è straniero’, glielo voglio spiegare io. Vuol dire che noi nelle classi non vediamo italiani e stranieri ma bambine e bambini”.

 

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