Due anni fa il centro sociale La Resistenza fu fatto sgomberare per consentire lavori di rivalutazione e di messa in sicurezza. Così fu comunicato all’opinione pubblica. Oggi, dagli atti della stessa amministrazione comunale arriva la conferma di ciò che fin dalla chiusura era apparso sospetto: metterlo all’asta per fare cassa. Il Comune di Ferrara ha inserito nel bilancio 2026-2028 l’ex scuola di via della Resistanza 34 nel piano di alienazione per l’anno in corso: l’immobile è di 151 metri quadrati con un giardino di 850, e un valore attribuito di 300mila euro.
Oggi lo stabile della Resistenza figura tra gli immobili pubblici messi in vendita con una motivazione che appare discutibile, sarebbe privo di rilevanza culturale. A nulla sono valse quindi le centinaia di manifestazioni che il centro ha ospitato nel corso degli anni. L’attività culturale e ricreativa nel punto di aggregazione giovanile non è andata mai a genio all’amministrazione di centrodestra della città, né all’estrema destra più militante.
Il sito estense.com afferma stamani che con le messa in vendita dell’immobile si avvera la promessa che l’ex assessore leghista Nicola “Naomo” Lodi avrebbe fatto a due noti eponenti neofascisti di Ferrara, così come emerso da alcune intercettazioni della polizia giudiziaria di cui il sito stesso entrò allora in possesso. Uno dei due neofascisti riferisce all’altro che “piano piano chiuderanno il centro slociale La Resistenza” e che Naomo gli avrebbe parlato in un vocale di Piazza Verdi e, in un altro messaggio, di come “avrebbe tolto soldi ai compagni”.
