di Claudia Zamorani
— Ci sono promesse che entrano nell’immaginario, e che a volte fanno la storia. Specie se suggellate, a corollario, da una stretta di mano. Oggi a Ferrara si è fatta la storia. Per la precisione e’ successo alle ore 19:30 di mercoledì 17 giugno 2026 al bar Ludovico, di fronte a piazza Ariostea, per l’occasione agghindata nella versione diversamente chic del Ferrara Summer Festival.Al centro della scena, il bancone del bar Ludovico. Davanti il sindaco di Ferrara, plastico, luce soffusa, pochi avventori, ancora non sono arrivati gli assessori Gulinelli e Coletti. Sul bancone un bicchiere. Acqua naturale, pensano i presenti. Gin tonic a quell’ora, in un giorno feriale, suonerebbe improbabile.
Il sindaco Fabbri lo tiene in mano, e sorseggia. ‘Mi vogliono parlare? Che vengano loro’. Così viene rotto il ghiaccio.
Arriva una piccola delegazione di residenti di piazza Ariostea alle prese, in questi mesi, con uno strenuo braccio di ferro con il Comune a causa della manifestazione Ferrara Summer Festival che conta 19 concerti in 40 giorni tra giugno e luglio.
Il confronto resta civile, toni cortesi, nonostante le angolazioni diverse: si parla di limiti, orari, salute dei più fragili. Fabbri conferma di essere il sindaco di tutti, acclarato, non solo dei residenti e dei comunisti ma anche di chi i concerti li vuole, e dei liberali come lui. Chiaro? Ma sindaco, guardi che non siamo comunisti. E poi scusi, che c’entra? Quisquilie.
Poi all’improvviso, lo scoop: l’impensabile, un terremoto, un fulmine a ciel sereno. Il sindaco, i capelli raccolti in un codino e il viso più sfilato del solito, abbassa la voce, guarda negli occhi la piccola delegazione e pronuncia in modo solenne la frase che passera’ alla storia. “Quest’anno mi avete così tanto rotto i coglioxx, che questa sara’ l’ultima volta’, dice scherzando. Ohhh. Silenzio, incredulità. Abbiamo capito bene? A parte la prosa aulica, e’ l’ultima volta che ci propina la manifestazione Ferrara Summer Festival in piazza Ariostea? Ebbene, si.
Che siano stati i tanti ricorsi che gli stanno piovendo sulla testa ad avergli fatto cambiare idea? Chissà.
“Aspettate ancora 10 giorni, poi sarà finita”, dice lui in modo sbrigativo. Ma sindaco, veramente manca ancora tutto un mese. Dettagli, evidentemente. La notizia lascia attoniti. Ma sarà vera?
Sindaco, è serio? Questa edizione sara’ l’ultima, davvero? E’ una promessa? Dice di sì.
Segue una non proprio spontanea stretta di mano. Qui si è fatta la Storia.
Qualcuna, intemerata, rilancia ancora sul disagio , le notti in bianco, le fragilità, per cercare di spiegare le difficoltà di salute dei residenti. “Sindaco, ma lei lo sa che anche questa è violenza?”.
Risposta schietta, da sindaco di tutti e di tutte: “Ma quale violenza. Quella è un’altra cosa. La violenza vera semmai è quella che fanno quei marocchini quando vanno in giro dal grattacielo con il machete in mano”. Capitolo chiuso.
Esce la piccola delegazione di residenti, con la promessa del sindaco in tasca. Nel frattempo entrano nel bar gli assessori Gulinelli e Coletti, mentre il sindaco finisce di bere il suo bicchiere d’acqua ghiacciata.




