HORMUZ / Trump chiede aiuto agli alleati per liberare lo Stretto, l’Europa dice no: “Non è una nostra guerra”

Donald Trump ha minacciato la Nato di “un futuro molto negativo” se l’Alleanza Atlantica non dovesse aiutare gli Usa e Israele nello Stretto di Hormuz da cui passa un  quinto del petrolio mondiale e attualmente bloccato dagli attacchi iraniani  Quando serve l’Europa non c’0è mai” ha commentato il presidente Usa. L’Iran ha colpito varie navi mercantili nello stretto, minacciando di non far uscire petrolio dalla regione

Il blocco dello Stretto ha generato incertezza e volatilità nei mercati portando il prezzo del petrolio a superare i cento dollari a barile la scorsa settimana. L’Unione europea sta valutando due tipi di missioni navali per contribuire alla riapertura dello Stretto, ha annunciato l’alta rappresentante per gli Affari esteri dell’Ue Kaja Kallas.

Trump ha intimato anche un intervento della Cina, sottolineando che Pechino ottiene il 90 per cento circa del suo petrolio da Hormuz.

Sul campo di battaglia, invece, si registrano nuovi attacchi di rappresaglia dall’Iran e nuovi raid di Israele sul Libano, dove Tel Aviv ha disposto l’invio di ulteriori truppe di terra. Israele ha dichiarato di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su vasta scala contro Teheran.

La Germania non accoglie l’invito di Trump a fare fronte comune per liberare lo Stretto di Hormuz. “La guerra all’Iran non è una guerra del Nato” ha fatto sapere il cancelliere Merz.  “Fino a quando durerà la guerra, non parteciperemo inviando delle navi militari nello stretto di Hormuz – ha detto Merz – la Nato non è stata affatto consultata su questo”. Il cancelliere ha risposto così alla richiesta fatta dal presidente Usa Trump agli alleati.

“I rischi di questa guerra sono grandi, molto grandi. Per questo non ci sarà una soluzione militare, ma solo una soluzione politica. Posso soltanto invitare tutte le parti coinvolte a cercare una soluzione politica. La Repubblica federale di Germania è pronta a partecipare a una tale soluzione”, ha detto ancora Merz in una conferenza stampa dopo l’incontro con il premier olandese, Rob Jetten. Il Cancelliere ha definito anche un “errore” l’operazione di terra in Libano annunciata da Israele, esortando il Paese a non condurre “un’offensiva” che “aggraverebbe ancora la situazione umanitaria già estremamente tesa”.

Secca anche la reazione di Londra. Il premier Keir Starmer ha detto che il Regno Unito non si farà “trascinare in una guerra più ampia” e ha lanciato una frecciata diretta all’amministrazione USA: “Se mandiamo le nostre forze in pericolo, il minimo che meritano è sapere che c’è una base legale e un piano chiaro. Alcuni si precipitano in guerra senza il quadro completo. Non è leadership, è farsi trascinare.” La Grecia ha escluso qualsiasi partecipazione militare nello Stretto, limitandosi alla missione Aspides nel Mar Rosso. L’Italia ha detto che la diplomazia è l’unica strada. I Paesi Bassi non hanno escluso un coinvolgimento futuro ma hanno avvertito del rischio di escalation.

L’Alta rappresentante UE Kaja Kallas ha chiarito la posizione europea al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri. “Siamo stati in contatto con la NATO in precedenza, ma questo è davvero al di fuori dell’area d’azione della NATO. Non ci sono paesi NATO nello Stretto di Hormuz”, ha detto. Kallas ha anche rivelato di aver parlato nel fine settimana con il segretario generale dell’ONU António Guterres per esplorare la possibilità di un’iniziativa a Hormuz sul modello dell’accordo sul grano nel Mar Nero per l’Ucraina. La posta in gioco, ha avvertito, va oltre il petrolio: “Se quest’anno ci sarà carenza di fertilizzanti, l’anno prossimo si verificherà anche una carenza di cibo.”

Trump ha detto al Financial Times di essere disposto a rinviare l’incontro con Xi Jinping, previsto per fine mese, se Pechino non contribuirà a sbloccare lo Stretto. La Cina ha risposto che tenere aperto il canale è importante per il commercio internazionale. Il Giappone ha detto di non aver preso alcuna decisione sull’invio di navi.

“Per quanto ci riguarda, lo Stretto è aperto”, ha intanto detto il ministro degli Esteri  iraniano Araghchi lunedì. “È chiuso solo per quei nemici che hanno compiuto un’aggressione ingiusta contro il nostro Paese, e per i loro alleati.”

Nel suo intervento dalla Casa Bianca, Trump ha anche detto che “oltre 100 imbarcazioni” sono state “affondate in ultime ore, è un record”, ha aggiunto parlando di mezzi navali iraniani. Il presidente Usa ha detto anche che basta “una mia parola e tutti oleodotti verranno distrutti”, riferendosi alla minaccia di colpire  di nuovo l’isola di Kharg, come fatto nel fine settimana, ma stavolta per colpire il cruciale terminal petrolifero.

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