L’Istat ha promosso una rilevazione sulle persone senza dimora nelle 14 Città Metropolitane italiane in collaborazione con la Federazione italiana organismi per le persone senza dimora. L’indagine si colloca nell’ambito del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni e si propone di rilevare e monitorare la grave marginalità adulta, con la produzione di dati affidabili, comparabili e coerenti con gli standard internazionali. I dati dicono che nelle grandi città, la città metropolitane dormano per strada o in luoghi di fortuna 4.474 senzatetto, gli altri 5.563 nei dormitori pubblici. Una recente stima ha calcolato che i senza fissa dimora in tutta Italia sono quasi 50mila.
Le 14 città metropolitane interessate al censimento dell’Istituto Nazionale di Statistica sono: Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania, Cagliari.
Ecco i principali risultati
- Il numero delle persone senza dimora, di almeno 18 anni di età, rilevate il 26 gennaio 2026 nei 14 CCAM ( Comuni Centro di Area Metropolitana) è pari a 10.037 individui.
- Tra questi, 5.563 persone (55,4 per cento) erano ospitate nelle strutture di accoglienza notturna.
- Le ulteriori 4.474 persone (44,6 per cento) sono state conteggiate in strada, in spazi pubblici o in sistemazioni di fortuna.
- Roma presenta il valore assoluto più elevato (2.621 persone, di cui 1.299 in strada), seguita da Milano (1.641, di cui 601 in strada), Torino (1.036, di cui 372 in strada) e Napoli (1.029, di cui 566 in strada).
- Reggio Calabria registra la minore presenza di persone senza dimora (31 persone, 14 in strada); seguono Messina (129 persone, 25 in strada) e Catania (218 persone, 78 in strada).
- Le donne, fra le persone senza dimora, rappresentano una minoranza: in struttura risultano essere 1.189, rappresentando il 21,4 per cento; in strada è stato possibile distinguere il sesso per circa il 75 per cento dei casi conteggiati e tra questi circa il 12 per cento è rappresentato da donne.
- Nelle strutture di accoglienza notturna le persone di nazionalità straniera sono oltre i due terzi del totale (3.838 contro 1.725 di nazionalità italiana) e, anche tra chi è stato rilevato in strada, rappresentano il 70,5 per cento dei casi con nazionalità individuata.
- I giovani (tra i 18 e i 30 anni) rappresentano il 15,3 per cento (851 persone) degli ospiti delle strutture, le persone tra i 31 ai 60 anni il 61,3 per cento (3.413), mentre gli ultrasessantenni il 23,4 per cento (1.299). Tra i conteggiati in strada, la quota di chi ha oltre 60 anni è significativamente più bassa, pari al 10,6 per cento dei casi con età rilevata, a vantaggio di una maggiore concentrazione nella fascia d’età compresa tra i 31 e i 60 anni (73,2 per cento).
- La disponibilità di posti letto nelle strutture di accoglienza notturna considerate (pari a 6.678 posti letto) risulta inferiore al numero complessivo delle persone senza dimora conteggiate nelle strutture e in strada (10.037 persone), seppur con differenze rilevanti tra i Comuni.
- Roma accoglie oltre un quarto del totale delle persone senza dimora conteggiate (26,1 per cento); seguono Milano (16,4 per cento), Torino (10,3 per cento) e Napoli (10,3 per cento). Se complessivamente le persone senza dimora conteggiate in strada rappresentano il 44,6 per cento del totale, nelle quattro città delle Isole la quota risulta inferiore (Figura 1), raggiungendo il valore minimo a Messina (19,4 per cento); le quote più elevate si osservano invece a Genova (65,9 per cento), a Firenze (59,0 per cento) e a Napoli (55,0 per cento).
- Le persone senza dimora conteggiate corrispondono a circa lo 0,11 per cento della popolazione residente dei Comuni considerati. Va tuttavia precisato che il collettivo dei senza dimora include anche individui non iscritti in anagrafe o residenti in Comuni diversi da quelli dove si trovano a gravitare.
- Nelle 14 città considerate, le persone senza dimora rilevate in strada, spazi pubblici e/o sistemazioni di fortuna sono complessivamente 4.474. Il numero varia in modo significativo tra le città oggetto di rilevazione; a Roma si supera il migliaio (1.299) e in altre tre città si registrano oltre 500 persone senza dimora: Milano (601), Napoli (566) e Genova (529). Cinque Comuni presentano valori compresi tra 100 e 500 persone:
Torino (372), Bologna (263), Firenze (242), Palermo (182) e Venezia (153). Seguono le città con un numero inferiore a 100: Bari (80), Catania (78), Cagliari (70), Messina (25) e Reggio Calabria (14). Tra le persone senza dimora per le quali è stato possibile individuare la “sistemazione” quasi la metà (48,7 per cento) si trova in spazi pubblici privi di qualsiasi riparo (Prospetto 7). In particolare, le sistemazioni più frequenti sono quelle relative a giacigli di fortuna collocati direttamente su strada (35,1 per cento), seguite dai giacigli in aree verdi (11,4 per cento) o, in misura minore, in parcheggi (2,2 per cento). Un ulteriore 36,5 per cento di casi è stato rilevato in spazi urbani riparati, prevalentemente portici o sottopassi di ferrovie/ponti (32,1 per cento), mentre risultano residuali le presenze all’interno di strutture commerciali (2,1 per cento), di pertinenze di edifici pubblici od ospedali (1,9 per cento) o di edifici abbandonati (0,4 per cento).
Quasi una persona senza dimora su 10 ha una sistemazione presso stazioni o terminal di trasporto (9,3 per cento), una su 20 in tende o auto (5,5 per cento). Nel complesso, dunque, la sistemazione in spazi pubblici aperti è quella più diffusa.
