Un brano di Eddie Dalton ha scalato in poche settimane le classifiche su iTunes conquistando il primo posto. Un fenomeno che ha sorpreso tutti. La canzone è “Another day”. Altri due pezzi dello stesso cantante blues stanno a loro volta volando nella hit parade. Peccato, però, che Eddie Dalton non esista: è stato generato, così come la sua musica, dall’Intelligenza Artificiale.
A inventare il fenomeno del momento, tra le perplessità e i timori del mondo discografico, la società Crusty Tunes. Dalton ha una voce calda e vellutata che richiama l’R&B classico, ma non è una persona reale: è un cantante interamente generato dall’IA. Uno dei suoi video ha già superato il milione di visualizzazioni. Ma il caso pone interrogativi a tutta l’industria musicale contemporanea, non dissimili dalle paure espresse qualche tempo fa dagli attori di Hollywood per quanto riguarda la creazione di film con i volti dei divi replicati proprio dall’intelligenza artificiale.
“Dietro questo progetto non c’è un artista in carne e ossa, ma una rete di identità digitali riconducibili a contenuti generati automaticamente”. Il sito showbiz411 spiega che tra queste identità digitali emergono altri nomi: Dallas Little, presunto artista country anch’esso artificiale, e figure dai contorni ancora più sfuggenti come Cody Crotchburn e Cade Winslow. Nomi che sembrano usciti da un catalogo algoritmico più che da una scena musicale reale. Un fenomeno che rischia di diventare inquietante.
