Trump-Putin, ovvero il Gatto e la Volpe. Il presidente degli Stati Uniti ha firmato venerdì un ordine esecutivo che sospende un nuovo importante pacchetto di sanzioni e dazi contro la Russia, poche ore prima della sua entrata in vigore, sostenendo davanti al Congresso che la decisione è nell’interesse nazionale degli Stati Uniti. A settembre Trump aveva promulgato il “Lindsey O. Graham Act of 2026” (legge per sanzionare Russia e Iran del 2026), nel tentativo di aumentare la pressione sul Cremlino e sull’economia russa. La Russia di Putin esulta e parla di una svolta storica,  mentre l’Unione Europea resta la sola a sostenere la resistenza degli ucraini all’aggressione di Mosca.

La normativa Usa mirava a colpire con sanzioni funzionari del governo e delle forze armate russe, le principali banche e le navi della cosiddetta flotta ombra del Paese. Prevedeva inoltre dazi sui beni russi e sui prodotti provenienti da alcuni Paesi che continuano ad acquistare petrolio e gas dalla Russia. La decisione di congelare le sanzioni arriva mentre si fanno più dure le critiche di Trump al presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

La mossa, un tradimento degli Stati Uniti nei confronti della stessa Ucraina e dell’Europa, segue anche un annuncio controverso fatto da Trump all’inizio del mese, in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, su un accordo con il presidente russo Vladimir Putin per l’immissione da parte della Russia di ingenti quantità di diesel sui mercati mondiali nel tentativo di far scendere il prezzo dei carburanti.

“È stato concordato che la Russia fornirà immediatamente oltre 300.000 tonnellate di diesel al mercato americano e globale, altre 500.000 tonnellate nel corso del mese di novembre e 1.000.000 di tonnellate subito dopo”, ha scritto Trump in un post sul suo account Truth Social. “Inoltre, in base alle condizioni delle loro raffinerie di diesel, la Russia consegnerà poi, in un breve arco di tempo, 3.000.000 di tonnellate di diesel”.

In un post su X, il presidente ucraino Zelensky ha duramente criticato la decisione di Trump.  Parlando dell’accordo sul diesel tra Stati Uniti e Russia, Zelensky ha aggiunto che l’Ucraina “non può accettare intese sul diesel, perché poi arriveranno quelle sul gas. Ne sono assolutamente certo – ha proseguito – Dopo il gas verranno revocate le sanzioni su altre questioni. Alla fine si estenderà al sistema bancario, a singole persone e all’industria chimica. E ci sono rischi legati ai beni congelati. Se non li difendo io con la diplomazia, chi lo farà per noi? È importante che i nostri partner europei abbiano già preparato nuovi pacchetti di supporto per l’Ucraina. Sono loro grato per questo. Ed è importante che tutti negli USA vedano anche cosa sta realmente accadendo – ha aggiunto – in un momento in cui i russi hanno condotto un attacco così massiccio al nostro settore energetico, è stato purtroppo preso in America una decisione di ignorare del tutto il Lindsey Graham Act, che avrebbe dovuto esercitare una pressione davvero efficace sulla Russia per porre fine a questa guerra”.

“Avrebbe potuto aiutare enormemente – e può ancora farlo! Ma deve funzionare davvero, e ogni voce a suo sostegno conta. La Russia sta cercando di provocare un blackout in Ucraina – proprio prima dell’inverno. Sta cercando di lasciare milioni dei nostri cittadini senza elettricità e riscaldamento – ha continuato – È necessaria una pressione per fermare questo. Un blackout di sanzioni USA, che allenta la pressione sull’aggressore, ricompense finanziarie per Putin – tutto questo lo incoraggia solo a continuare ad attaccare. Non dobbiamo cedere terreno. Dobbiamo continuare a cercare di porre fin per Putin – tutto questo lo incoraggia solo a continuare ad attaccare. Non dobbiamo cedere terreno. Dobbiamo continuare a cercare di porre fine alla guerra. Di porla fine, non di dare a Putin ogni motivo per continuarla indefinitamente”.

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