LA BENZINA comincia a scarseggiare. I petrolieri: “Il diesel è già finito”

“Il diesel è finito o comunque non viene consegnato”. E’ l’allarme lanciato dai petrolieri italiani alla prese con una gravissima crisi nell’approvvigionamento dei carburanti facendo salire di parecchio la preoccupaizone nel ettore dell’energia. Il governo, inoltre, fa sapere di essere pronto, se necessaruio, al razionamento.

Dopo il carburante per i velivoli,  il prodotto petrolifero che preoccupa di più l’Italia è il gasolio. I numeri: i consumi italiani sono di 24 milioni di tonnellate l’anno, mentre le scorte sono meno di appena 2 milioni di tonnellate. Una forbice, che alla luce del conflitto in Medio Oriente suona in modo sinistro proprio in questi giorni. Giorni nei quali il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensenaveva avvertito che l’Europa intera, doveva prepararsi a uno “shock energetico lungo” e che alcuni prodotti raffinati rischiano di diventare il punto più sensibile della crisi.

In un’intervista a Rainews, il presidente di Federpetroli, Michele Marsiglia, ha spiegato che il prezzo della benzina potrebbe presto raggiungere livelli molto elevati: “La benzina a 2,50 euro al litro non sarebbe purtroppo un’ipotesi remota”, ma uno scenario sempre più concreto per i distributori italiani. Marsiglia ha sottolineato come eventuali sviluppi diplomatici positivi potrebbero contribuire a stabilizzare i mercati, ma ha anche ribadito che rincari sono da mettere in conto.

L’associazione evidenzia che l’aumento dei prezzi era stato previsto già da settimane, soprattutto in vista dell’estate e alla luce delle tensioni in Medio Oriente. Il petrolio, infatti, è fortemente influenzato dal contesto geopolitico: “Il petrolio è una materia prima che si muove sulle notizie. Quando c’è un’instabilità in una zona come il Medio Oriente, dove passa circa il 30% del greggio mondiale, è inevitabile che i prezzi alla pompa in Italia, che è un paese trasformatore, quindi importa greggio e lo lavora, subiscano dei rincari”.

Preoccupazioni riguardano anche il settore aereo, con il rischio di carenze di carburante negli aeroporti e possibili difficoltà nei rifornimenti di cherosene. Particolare attenzione è rivolta allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale. Secondo Marsiglia, “se venisse chiuso o se la navigazione venisse pesantemente ostacolata, non parleremmo più di piccoli rincari, ma di una vera e propria crisi di approvvigionamento”.

Las situazione della scarsità di benzina lascia presagire un’estate complessa, se non complicata, per le vacanze degli italiani: almeno per le mète estere.  Alle incognite delle destinazioni sconsigliate per i conflitti in corso infatti, in primis Ucraina, Russia, Medio Oriente, Sudan, Congo, Haiti, Yemen, o per la grave crisi alimentare e logistica come Cuba, si sommano, per ogni rotta, arrivano i dubbi sulla disponibilità e i costi dei carburanti, con le forniture dai Paesi Arabi ridotte al lumicino dopo la chiusura dello stretto di Hormuz.

Già da sabato scrso  si sono avute  le prime avvisaglie di una possibile scarsità di carburante che potrebbe mettere a terra molti aerei in estate, è emersa in seguito alla comunicazione, diffusa dalla Air Bp Italia alle compagnie aeree, di limitazioni nei rifornimenti di quattro scali (Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia). E secondo Assoviaggi Confesercenti “il turismo organizzato sta continuando a subire una doppia penalizzazione: carburante su livelli molto elevati e un dollaro forte rispetto all’euro, fattori che incidono direttamente sui costi del trasporto aereo e, di conseguenza, sull’offerta dei pacchetti di viaggio”.

Tuttavia il problema dei costi aleggia anche sui viaggi fai-da-te con ripercussioni sulle assicurazioni. Una volta scelta una meta tra quelle non sconsigliate dalle pagine “Viaggiare sicuri” del ministero Affari Esteri, occorre valutare se stipulare un’assicurazione contro il rischio di cancellazione voli per eventuali mancate forniture di carburante. Può arrivare a costare fino all’8% dell’intera vacanza, avverte Codacons, e le polizze non coprono tutti i rischi, oltre a prevedere franchigie, massimali ed esclusioni.

C’è da aggiungere che l’assicurazione, dietro ben motivata rinuncia al viaggio, rimborsa le spese sostenute per acquisto di voli, strutture ricettive, penali di agenzie di viaggio o tour operator, e servizi turistici già pagati. Mentre in caso di cancellazione del volo per decisione della compagnia aerea, come nel caso di carenze di carburante, la normativa comunitaria stabilisce che il passeggero abbia diritto al rimborso del prezzo del biglietto o alla riprotezione su un altro volo.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

CATEGORIE ARTICOLI

Articoli recenti

Le notizie della tua città