LA BBC STRINGE LA CINGHIA

Anche la BBC deve fronteggiare la crisi e stringere la cinghia. La Tv pubblica inglese, un modello per l’informazione di tutto il mondo, ha annunciato un consistente piano di risparmi che potrebbe arrivare fino a 600 milioni di sterline (pari a 689 milioni di euro) nei prossimi tre anni, a fronte di un calo delle entrate legate al canone e della crescente competizione di piattaforme digitali e streaming. “Non siamo una specie protetta” ha detto Tim Davie, direttore generale uscente, spiegando ai dipendenti che l’azienda non può più considerarsi intoccabile e che dovrà ridurre i costi del 10% entro il 2029.

Il ministero britannico della Cultura, dei Media e dello Sport ha annunciato che il canone tivù nel Regno Unito aumenterà da 174,50 a 180 sterline (pari a circa 210 euro) all’anno dal 1° aprile 2026, con un nuovo aumento legato all’inflazione previsto anche per il 2027. Il governo sostiene che l’aumento serve a garantire stabilità finanziaria alla BBC, mentre continua la revisione sul futuro finanziamento dell’emittente. Anche la licenza in bianco e nero aumenterà.

L’ultimo rapporto annuale della BBC mostra infatti che il numero di licenze attive è sceso a 23,8 milioni, rispetto ai 24,1 milioni del 2023-24, con una perdita di circa 50 milioni di sterline di ricavi per l’emittente pubblica. La dirigenza attribuisce il calo ad un contesto economico difficile per le famiglie e ad una offerta mediatica più competitiva, che ha frazionato il pubblico su numerosi canali.

“Negli ultimi tre anni abbiamo realizzato risparmi per oltre mezzo miliardo di sterline, gran parte dei quali siamo riusciti a reinvestire nei nostri contenuti in tutta la BBC. In un mercato dei media in rapida evoluzione, continuiamo ad affrontare significative pressioni finanziarie” ha spiegato un portavoce della BBC. Tuttavia, ha aggiunto, “si tratta di rendere la BBC più produttiva e di dare priorità alla nostra offerta per il pubblico, per garantire il miglior rapporto qualità-prezzo, sia ora sia in futuro.” I risparmi richiesti coinvolgeranno tutti i dipartimenti, ma è possibile che alcune funzioni vengano esternalizzate per ridurre ulteriormente le spese.

Philippa Childs, responsabile del sindacato Bectu, che rappresenta i lavoratori delle industrie creative, ha dichiarato: “Ulteriori tagli di questa portata danneggeranno inevitabilmente la capacità della BBC di svolgere la sua vitale funzione nazionale. Il personale della BBC sarà profondamente preoccupato da questa notizia e Bectu avvierà con urgenza un confronto con l’azienda per comprenderne le implicazioni.” (Paola Cavaglià di Prima Comunicazione Online)

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