Lavorare di più ma con lo stesso salario. Gli industriali tedeschi non ci vanno leggeri nel proporre misure contro la crisi che attanaglia il Paese un tempo locomotiva d’Europa. Presto una tale proposta sarà avanzata ai metalmeccanici da alcuni grandi imprese come Mercedes Benz o Stihl (utensili). Il motivo? La competitività. “Il costo del lavoro è diventato troppo alto qui, rispetto agli standard internazionali”, ha dichiarato Martin Brudermüller, presidente del consiglio di sorveglianza di Mercedes-Benz Group AG, al quotidiano tedesco Handelsblatt, aggiungendo che il Paese avrebbe perso il suo “vantaggio di produttività rispetto ai principali concorrenti”. Per riguadagnare terreno ed evitare la delocalizzazione, quindi, almeno cento ore di lavoro in più al mese. Non retribuite. Un cambio di passo che potrebbe arrivare a interessare circa un quinto dei lavoratori tedeschi, concentrati in settori come quello automobilistico, meccanico, siderurgico e metallurgico. Tutti, ad oggi, hanno 35 ore settimanali come standard.

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