LA SPESA / Impennata dei prezzi dei generi alimentari: aumenti anche del 23%

La guerra in Iran continua ad avere effetti sui prezzi alimentari in Italia, aggravando la spesa delle famiglie. Lo afferma Assoutenti dopo i numeri dell’Istat sull’inflazione di maggio. Il comparto alimentare continua a risultare uno di quelli più colpiti dalla situazione in Medio Oriente e dall’aumento dei costi di trasporto, al punto che per alcune voci i rincari sono a due cifre – denuncia Assoutenti – Il record di aumento spetta ai legumi i cui prezzi crescono del +22,8% su anno, con i piselli che segnano un +20,8%, seguiti da carciofi (+19,9%), pomodori e finocchi (+18,4%), fagiolini (+16,4%), cavolfiori e broccoli (+16%). Ma i rincari investono anche i limoni (+15,5%) e la frutta estiva: le albicocche segnano un +14,4%, pesche e nettarine +13,7%, uva +9,5%, frutti a bacche (more, ribes, lamponi ecc.) +17,2%.

In generale solo per la voce cibi e bevande una famiglia con due figli si ritrova oggi a spendere 241 euro in più su base annua a causa delle conseguenze del conflitto in Iran e della chiusura dello stretto di Hormuz, con un impatto per la collettività stimato in +4,3 miliardi di euro annui solo a titolo di acquisti alimentari.

”La vera emergenza tuttavia è quella energetica – afferma il presidente Gabriele Melluso – I prezzi dell’energia continuano a salire, come attestano i dati Istat di oggi, col rischio di realizzare una nuova stangata sulla spesa elettrica nel periodo estivo, quando cioè aumentano i consumi energetici degli italiani. Per questo chiediamo al governo di intervenire con urgenza adottando misure tese a limitare la crescita delle tariffe nel comparto e alleggerire le bollette delle famiglie”.

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