La Procura di Palermo ha chiesto l’arresto dell’ex vicepresidente ed ex assessore della Regione Sicilia, l’avvocato Gaetano Armao, che in Sicilia viene descritto come “l’Immortale”. Perquisiti gli studi di Palermo e Roma del legale e la sua abitazione. I pm ipotizzano il reato di corruzione. Oltre che per Armao i magistrati, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia, hanno chiesto misure cautelari per 8 persone tra le quali l’avvocato Pierluigi Matta e alcuni imprenditori. L’accusa è per tutti di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e corruzione per l’esercizio delle funzioni. Armao, noto legale e politico siciliano, fino ad agosto è stato presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale.  Come prevede la legge vista la professione dell’indagato, che è un avvocato, alle perquisizioni, che riguardano anche alcuni uffici regionali, sta presenziando un magistrato della Procura. L’attività investigativa è stata comunicata al consiglio dell’Ordine degli avvocati.

L’accusa di corruzione riguarderebbe un giro di “mazzette” nell’ambito della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, che fino a pochi mesi fa era presieduta da Armao. In Sicilia negli ultimi anni vigneti e campi di grano si sono trasformati in distese di pannelli fotovoltaici, necessari per un futuro green ma in qualche caso devastanti. Non a caso, la Sicilia è stata definita la batteria d’Europa, con sterminati campi di impianti in tutta la Regione (la foto è stata scattata nel Catanese). L’’ipotesi di corruzione per le relative concessioni si abbatte quindi su chi le concede o le ha concesse con troppa facilità. Si tratta di progetti industriali, energetici che devono essere approvati proprio da Armao. Gli investigatori pensano che dietro quelle richieste ci fosse un sistema illecito di corruzione.

L’inchiesta scuote i palazzi del potere siciliano e non solo. Armao è anche il marito di Giusi Bartolozzi, dimessasi a marzo da capo di Gabinetto del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in seguito al caso delle “Bisteccherie d’Italia” che la vedeva coinvolta insieme al sottosegretario (anche lui dimessosi a marzo) Andrea Delmastro di Fratelli d’Italia. Bartolozzi era finita nell’occhio del ciclone anche per le dichiarazioni contro i magistrati nei giorni precedenti al referendum sulla Giustizia e per come aveva gestito la gestione della vicenda Almasri, il capo degli 007 libici liberato con tanto di volo di Stato verso la Libia.
Alle 9 persone coinvolte è stato notificato l’invito a comparire davanti al gip per l’interrogatorio preventivo, atto che, per la nuova normativa, precede la pronuncia del giudice sulla richiesta di misura cautelare. Tra gli indagati c’è anche il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Geremia Lombardo, nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo. Per 8 dei nove indagati sono stati chiesti gli arresti domiciliari. Per uno il divieto di dimora. L’accusa è per tutti di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e corruzione per l’esercizio delle funzioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui