Una dichiarazione di Nico Williams, il giovanissimo neo campione del mondo con la Spagna, merita un’attenta riflessione e, soprattutto, va dedicata a Roberto Vannacci e ai suoi complici che applaudono alle sciocchezze che il generale sciorina sui media un giorno sì e l’altro pure. (Sopra, la foto che Nico Williams ha pubblicato per la mamma Maria nel maggio scorso)

La vita vera è quella che il giocatore spagnolo ha voluto ricordare nel momento del trionfo, perché non ha dimenticato che le sue prodezze in campo derivano soprattutto dall’eroismo e al coraggio di una donna, Maria Confort Arthuer,  la madre, arrivata a piedi in Spagna, quindi in Europa, e che il vanaglorioso, razzista e conformista generale, e i suoi amici neonazisti europei vorrebbero rimandare a casa, mentre in Italia, nessuno lo fa notare, facciamo restare quasi indisturbati mafiosi di ogni risma, gente che ha impoverito e sottomesso intere regioni e che spesso vengono riveriti. Per non parlare degli evasori fiscali. Per loro non c’è la remigrazione, sono perfettamente assimilati alla cultura e alle peggiori tradizioni del nostro Paese.

Nico Williams inneggia alla Palestina dopo la vittoria

Tanta ammirazione, invece, per Nico Williams che nel momento del trionfo mondiale pensa alla madre e al suo eroismo che hanno arricchito la bistrattata Europa di cittadini di talento, di campioni non solo del dare calci a un pallone ma anche fuoriclasse della vita. Lunga vita a Nico. Ecco che cosa è stato scritto sui social a proposito delle parole del giovane talento. La segnalazione arriva dalla sempre attenta giornalista Anna Fusaro che ha condiviso un post su Fb di Labodif.

“Lui si chiama Nico Williams. Ha appena vinto la Coppa del Mondo di calcio maschile con la Spagna.
E corre, come già fece agli Europei del 2024, a mettere la medaglia appena vinta al collo della madre.
“Ho dato la mia medaglia a mia madre perché la merita più di chiunque altro. Correvo veloce in campo, ma lei ha corso molto più di me nella vita.”
María Comfort Arthuer ha lasciato le coste del Ghana e affrontato una odissea, attraversando Burkina Faso, Mali e Algeria e poi il deserto del Sahara a piedi. È riuscita infine a scavalcare la recinzione del confine tra Marocco e Spagna. Da lì la nuova vita. Tutto daccapo.
Oggi suo figlio è calciatore campione del Mondo. Quante straordinarie donne, spesso senza nome, scrivono grandi storie.
Noi le vogliamo conoscere tutte. E farle conoscere anche a voi”

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