L’Onu difende la sua relatrice speciale sulla Palestina, Francesca Albanese, dalle false accuse e dalle richieste di dimissioni che le vengono rivolte (con frasi manipolate) da Francia, Germania, e ora anche da Austria e Repubblica Ceca, con sulla scia anche Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, che ha lanciato sui social una raccolta firme per chiedere la revoca del mandato Onu. In Francia invece cento intellettuali, uomini della cultura e dello spettacolo, hanno firmato un manifesto in difesa della Albanese e contro le falsi dichiarazioni che stanno alla base delle richieste di lasciare l’incaricio alle Nazioni Unite.
Ma la relatrice Onu non se ne sta in silenzio e, dopo aver smentito le frasi manipolate diffuse da alcuni governi, controbatte anche alla campagna del Corriere della Sera che la bolla come “militante filo Hamas”. “La critica è legittima. La diffamazione no. Il Corriere della Sera dovrebbe saperlo” scrive.
L’Onu: “Siamo molto preoccupati. Temiamo che i funzionari delle Nazioni unite, gli esperti indipendenti e gli operatori della giustizia siano sempre più soggetti ad attacchi personali, minacce e disinformazione che distraggono dalle gravi questioni relative ai diritti umani”. Marta Hurtado, portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i Diritti umani (Unhcr), commenta così in conferenza stampa le accuse ricevute da Francesca Albanese.
Marco Travaglio su Tv9 smentisce Alessandro Sallusti per la frasi che l’ex direttore di Libero e il Giornale ha rivolto alla relatrice speciale dell’Onu per i Territori Palestinesi, chiamandala ripetutamente “signora Albanese” (con l’intento di sminuirla) e poi per definirla “antisemita” e “pro-Hamas”. Il direttore de il Fatto Quotidiano, presente in studio nella trasmissione Accordi e Disaccordi condotta da Luca Sommi ha subito replicato: “Antisemita vuol dire che ce l’ha con gli ebrei. Io non l’ho mai sentita dire una parola contro gli ebrei. Pro-Hamas? Non l’ho mai sentita dire una parola a favore di Hamas. Ognuno può dire ciò che vuole, ma è chiaro che sono bugie. Così come sono bugie le frasi artefatte, tagliuzzate, strumentalizzate da esponenti di governi europei. Albanese conta per ciò che scrive nell’esercizio delle sue funzioni, e conta così tanto che è stata sanzionata dal governo Usa. E alcuni Paesi europei ne chiedono le dimissioni”.
In Francia aumentano le critiche al governo che ha richiesto le dimissioni di Francesca Albanese. Più di cento personalità internazionali del cinema, della musica e della cultura hanno firmato una lettera aperta (testo in francese e primo elenco dei firmatari) per sostenere la relatrice speciale delle Nazioni Unite. L’iniziativa arriva in risposta alla richiesta di dimissioni avanzata da Francia e Germania, (cui si sono accodate Austra e Repubblioca Ceca) secondo cui alcune recenti dichiarazioni della funzionaria italiana sulla situazione a Gaza non sarebbero compatibili con la neutralità prevista dal suo incarico ONU. La mobilitazione punta a respingere le pressioni politiche e a mantenere Albanese nel suo ruolo di osservatrice indipendente e ben documentata sulla Palestina.
La raccolta firme è stata promossa dal collettivo Artists for Palestine, attivo da anni sul fronte dei diritti umani. Tra i firmatari figurano Mark Ruffalo, Javier Bardem, Annie Lennox, Ken Loach, Brian Eno, Viggo Mortensen, Jim Jarmusch, Susan Sarandon, la Nobel per la Letteratura Annie Ernaux (nella foto) e, per l’Italia, Asia Argento, Anna Foglietta e Laura Morante. Nel documento, gli artisti affermano di voler difendere l’autonomia del mandato di Albanese, il cui compito è monitorare e documentare eventuali violazioni del diritto internazionale nei territori palestinesi. La lettera esprime “pieno supporto” alla relatrice, ritenuta una figura essenziale per garantire un’osservazione indipendente sul campo.
