PONTE / Tre indagati per corruzione: coinvolti l’ex presidente della Corte dei Conti e l’uomo di Salvini in Calabria

La Procura di Roma ha avviato un’indagine per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Tre gli indagati, tra i quali l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti e un avvocato , ex commissario della Lega in Calabria. Secondo l’ipotesi dei magistrati i tre, tra loro anche un imprenditore calabrese, avrebbero tentato di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera. In pratica puntavano alla fattibilità dell’opera che non ha mai avuto una strada in discesa. Le perquisizioni sono scattate a carico di un ex presidente della Corte di Conti (in quiescenza dal febbraio scorso), un avvocato di 71 anni che faceva parte come consigliere di amministrazione della società “Stretto di Messina Spa” e uomo di Salvini in Calabria, e un imprenditore di Reggio Calabria, di 65 anni, residente a Roma.

Sono: l’ex presidente della Corte, oggi in pensione, Tommaso Miele,  l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, ex commissario della Lega in Calabria, e l’imprenditore Vincenzo Virgilio. Secondo i magistrati, volevano condizionare l’esame dei giudici contabili sul progetto della grande opera pubblica approvata dal governo di Giorgia Meloni, con il capo della Lega e vicepremier Matteo Salvini principale sostenitore (nella foto, Salvini presenta in tv il progetto della mega infrastruttura).

Per raggiungere l’obiettivo, è l’ipotesi della Procura della Repubblica, l’avvocato e l’imprenditore avrebbero avvicinato l’ex giudice contabile, promettendogli appoggi per arrivare alla presidenza dell’Antitrust o di un’altra società pubblica partecipata, dopo il pensionamento. Quest’ultimo si sarebbe reso disponibile e avrebbe fornito più volte aggiornamenti sull’andamento dell’iter della pratica.

L’inchiesta ora dovrà fare il suo corso. Nel frattempo si scatena l’opposizione con Angelo Bonelli che dice alla Meloni di fermare tutto l’iter, e con Anthony Barbagallo del Pd che invita il governo a chiarire tutte le ombre. L’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, si è detto  molto sorpreso e ha precisato che la società è estranea ai fatti.

Nell’autunno 2025 la Corte dei Conti aveva bocciato il progetto del ponte bloccandone di fatto l’iter. La procedura sul Ponte davanti alla Corte dei Conti non era stata senza intoppi: il parere dei magistrati contabili infatti è stato negativo, per problemi relativi alle tariffe per il pedaggio, all’ambiente e ad alcuni vincoli contrattuali. Per superare lo stop, il governo aveva approvato un decreto. La posa della prima pietra del cantiere è prevista per i prossimi mesi.

 

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