In un incontro a Genzano di Lucania a sostegno del Sì al referendum sulla Giustizia, il deputato di Fratelli d’Italia, Aldo Mattia, ha invitato i militanti a “vincere questa battaglia” anche ricorrendo al “solito sistema clientelare”. Non contento della battuta che ha disvelato il vero volto della Destra al governo, ha poi attaccato Elly Schlein con un’offesa personale, definendola “antipatica, brutta e comunista”.
Le frasi dette da un rappresentante delle istituzioni suonano come una legittimazione esplicita di pratiche clientelari per orientare il voto. Mattia ha invitato la platea a mobilitarsi “con gli argomenti”, ma aggiunge che, se non bastassero, si può ricorrere “anche al solito sistema clientelare”. E non lo lascia nel vago, ma lo spiega con l’esempio del favore personale trasformato in richiesta elettorale: “Tu sei mio cugino, perché io ti ho fatto questo favore… aiutami per quest’altra questione perché io te ne ho fatti già tanti” Il tutto fino alla sintesi finale: “Utilizziamo anche questi mezzi perché dobbiamo vincere questa battaglia”.
Nel suo intervento Mattia insiste sull’idea che il referendum sia un test di forza per la maggioranza, anche se non determinerebbe automaticamente la fine del governo.Secondo il deputato FdI “è vero che Giorgia Meloni non lascerà il suo scranno” e che il centrodestra resterà in carica fino a fine legislatura, ma avverte che una sconfitta avrebbe un costo politico immediato: “Non possiamo permetterci il lusso di avere fino alla fine del nostro mandato neanche una ferita nel corpo”. Nel corso stesso intervento Aldo Mattia ha anche attaccato la segretaria Pd Elly Schlein, senza però entrare nel merito del discorso del Referendum Giustizia. Il deputato di Fratelli d’Italia ha definito la segretaria del Partito Democratico testualmente: “Antipatica, brutta e comunista”. Un registro personale e denigratorio che ha acceso nuove polemiche.
Non si è trattato di un grande intervento quello del deputato meloniano che in un pomeriggio è riuscito ad attaccare su temi personali e con modalità a dir poco discutibili un avversario politico e a spronare gli elettori a utilizzare una “scorciatoia” per vincere. Parole particolarmente gravi, specialmente se detto da un rappresentante delle istituzioni.
