SILVI MARINA / Studente con disabilità preso a bastonate e gettato nel cassonetto dei rifiuti da un gruppo di coetanei

Da Silvi arriva una inquietante notizia che ci racconta ancora una volta atti violenti e crudeli di adolescenti. La vittima, in questo caso, è uno studente con disabilità, minorenne, che alcuni coetanei, suoi conoscenti, hanno prima picchiato e poi gettato, a più riprese, in un cassetto dell’immondizia.  Ne scrive il quotidiano Il Centro, a firma di  Diana Pompetti.

Il 17enne ha raccontato in Procura per tre ore le fasi dell’aggressione, avvenuta dieci giorni fa nella centrale piazza Iris della cittadina di mare in provincia di Teramo, poco distante da Pescara. Il padre, R.L., al termine della deposizione, presente anche uno psicologo, ha lodato il comportamento del figlio che ha avuto il coraggio di parlare: “E’ stato un fiume in piena”.

La Procura per i minorenni, coordinata dal procuratore David Mancini, ha sentito anche la donna che ha dato l’allarme e alcuni testimoni dell’aggressione e sta visionando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona. Per ora gli indagati sono due giovani.

La vittima ha saputo tirare fuori risorse inaspettate, vincendo anche la paura di stare ancora male per l’azione subita da coloro che pensava fossero suoi amici e che lo hanno, invece, trattato come un rifiuto da buttare nel cassonetto (foto cortesia Il Centro). Il ragazzo stavolta si è ribellato alla violenza raccontando dettagli vecchi e nuovi dell’aggressione.

“Quando è uscito  mi hanno detto che è stato un ragazzo coraggioso” ha aggiunto il padre. “Mio figlio – racconta – pur con un trauma come quello che ha vissuto e pur con la sua realtà è riuscito a raccontare l’incubo che ha vissuto. Ora la giustizia farà il suo corso e mi auguro che la vicenda possa servire anche agli aggressori per essere aiutati a capire che quello che hanno fatto non può e non deve essere liquidata come una ragazzata”. Il fatto è avvenuto dieci giorni fa nella centrale piazza Iris. A denunciarlo pubblicamente sui social è stato proprio il genitore.

Il ragazzo frequenta un istituto scolastico superiore e da tempo sarebbe stato oggetto di atti di bullismo dal gruppo di coetanei che lo insultavano ogni volta che lo vedevano in giro. Il padre gli aveva acquistato un cellulare proprio per favorirne l’autonomia e permettergli di vivere momenti di socialità. Il 17enne, che conosce i suoi aggressori, è stato avvicinato da alcuni di loro che, tra risate e schiamazzi, lo hanno dapprima privato del cellulare, poi sollevato di peso per gettarlo nel cassonetto dei rifiuti. Una prima volta il ragazzo è uscito da solo, ma gli altri lo hanno di nuovo buttato nel bidone colpendolo stavolta con un bastone.

Ricoverato nell’ospedale di Atri, lo studente è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni.  Numerosi i messaggi di solidarietà ricevuti dalla famiglia, a cominciare da varie società sportive che hanno invitato il ragazzo a partecipare alle attività. “Voglio ringraziare tutti – dice il papà – ora ci sentiamo meno soli”.

Un’altra vicenda agghiacciante ci arriva, quindi, dal mondo giovanile. E in molti a chiedersi quale sia la personalità di questi ragazzi che, forti dell’essere nel gruppo, non esitano a ricorrere a gesti di tale crudeltà? Secondo psicologici ed esperti, sono adolescenti che presentano un’estrema impulsività, dimostrando nel contempo di non possedere freni inibitori. Sono personalità disturbate – è la diagnosi più ricorrente – giovani alla continua e compulsiva ricerca di dominio, animati dal disprezzo per gli altri e da un profondo vuoto emotivo. “Spesso e purtroppo – ha commentato la criminologa e psicologa Roberta Bruzzone, sempre sul Centro – si tende a minimizzare o a fraintendere i campanelli d’allarme”.

Resta da interrogarsi se non sia influente in un tale ricorrente disastro educativo quel visibilissimo “deserto” di relazioni sociali e amicali in cui sono precipitate le nostre odierne comunità.

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