SMANTELLATA la rete europea online degli stupratori di mogli e compagne: 57 arresti, salvate 158 donne

Le forze dell’ordine di sette Paesi, guidate dalle autorità tedesche e britanniche e supportate da Europol, hanno portato alla luce una rete criminale internazionale di uomini che pianificavano stupri di mogli e compagne grazie all’utilizzo di droghe. L’operazione, denominata Progetto Medusa, ha permesso di mettere in salvo 158 vittime e arrestare 57 persone.

Le indagini hanno portato alla luce reti online in cui i responsabili disumanizzano le vittime. Utilizzano servizi di messaggistica crittografata, forum e gruppi di chat chiusi per scambiarsi esperienze, normalizzare comportamenti abusivi, facilitare il traffico illegale di farmaci soggetti a prescrizione e stupefacenti e coordinare atti criminali. Queste comunicazioni rivelano una pianificazione dettagliata, il rafforzamento di azioni dannose e la condivisione di materiale. Dimostrano che questi crimini non sono episodi isolati, ma parte di un modello più ampio di comportamento organizzato e interconnesso.

Il primo caso mondiale di mariti-stupratori si è avuto in Francia con la scoperta del violentatore Dominique Pelicot  per gli stupri aggravati contro l’ex moglie Gisèle Pelicot. Dal 2011 al 2020 ha mescolato benzodiazepine al cibo e alle bevande della moglie, invitando uomini conosciuti online a violentare la consorte mentre era incosciente e immortalando gli abusi con foto e video (ne sono state trovate circa ventimila, catalogate con cura su hard disk, chiavette e dispositivi elettronici). L’uomo aveva ammesso di aver drogato, stuprato e fatto stuprare la moglie Gisèle per quasi dieci anni. Il caso, svelato nel 2023 da Le Monde, ha avuto risonanza planetaria: la donna, oggi settantenne, è stata abusata in casa propria almeno duecento volte, mentre era in stato di incoscienza, da almeno settanta uomini complici del marito, 50 dei quali (tra i 26 e i 74 anni d’età) sono a processo insieme a lui, mentre una ventina non sono stati ancora identificati. Dominique Pelicot è stato condannato a 20 anni di carcere.

Il progetto Medusa ricalca questa drammativa vicenda. E’  stato avviato nell’aprile 2026 come iniziativa per contrastare e smantellare le reti online che facilitano gli abusi a sfondo sessuale, rafforzando al contempo le strategie transfrontaliere per le indagini e il perseguimento di tali crimini. Guidato da Germania e Regno Unito, hanno partecipato anche Brasile, Canada, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Spagna, Stati Uniti ed Europol.

Europol ha agevolato l’operazione fornendo supporto finanziario e analitico. L’agenzia ha permesso verifiche incrociate dei dati in tempo reale e ha offerto supporto OSINT, consentendo ai Paesi partecipanti di migliorare le proprie indagini con le più recenti informazioni operative. Il coordinamento operativo di Europol ha inoltre garantito la continuità della cooperazione internazionale anche dopo la conclusione dell’attività.

“Oltre al presunto reato di stupro o violenza sessuale, vengono condotte indagini anche per lesioni personali gravi e tentato omicidio, poiché sia ​​la sedazione di un’altra persona che la violenza a sfondo sessuale sono reati penali”, fa sapere Europol. Il progetto Medusa si basa sulla consapevolezza che le comunità online svolgono un ruolo significativo nel favorire e normalizzare gli abusi sessuali sulle donne, poiché tali reati vengono tipicamente commessi dagli autori su piattaforme internet e in gruppi di chat. Le aggressioni prendono di mira le donne e spesso si protraggono per lunghi periodi, a volte anche per anni. Sono generalmente perpetrate da individui che sfruttano una posizione di autorità professionale o di fiducia.
Articolo precedente
Articolo successivo

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

CATEGORIE ARTICOLI

Articoli recenti

Le notizie della tua città