Avevano un fondamento i sospetti sull’amicizia non disinteressata di Donald Trump con il capo della Fifa, Gianni Infantino, manifestato pochi mesi prima dell’inizio del Mondiale di calcio. Il numero uno della Fifa aveva mostrato un livello di servilismo senza precedenti nei confronti del cinico e screditato presidente americano. E lo ha confermato in questi giorni, in pieno svolgimento della Coppa del Mondo. E’ successo che alla vigilia della partita degli ottavi di finale tra la nazionale Usa e il Belgio, la Fifa abbia annullato la squalifica dell’attaccante americano Balogun, scattata, come vuole il regolamento, dopo la sua espulsione durante la partita contro la Bosnia-Erzegovina. Uno scandalo che mina la credibilità dei Mondiali e quella del presidente della Fifa. Su tutta la vicenda non pochi osservatori vedono aleggiare la corruzione del massimo organismo del calcio. Un’altra domanda a questo punto viene spontanea: la Fifa sta forse pianificando favori arbitrali per agevolare il percorso nel torneo mondiale della nazionale a stelle e strisce?

È una decisione senza precedenti nella storia dei Mondiali, destinata ad aprire un caso enorme sul principio di autonomia della giustizia sportiva. L’attaccante statunitense, espulso contro la Bosnia-Erzegovina nei sedicesimi di finale, sarà infatti in campo nell’ottavo contro il Belgio dopo che la Commissione disciplinare Fifa ha sospeso la sanzione applicando l’articolo 27 del Codice disciplinare. Uno scandalo alla luce del sole.

Secondo il New York Times, Trump ha telefonato a Infantino mercoledì chiedendogli di riesaminare il cartellino rosso mostrato al miglior marcatore della nazionale americana. La ricostruzione è stata confermata anche da Associated Press e Afp attraverso fonti informate sulla vicenda. Anche la Casa Bianca avrebbe contattato  la Fifa per chiedere la revoca della squalifica. La nazionale belga esprime sconcerto. Ma c’è da rimarcare un atteggiamento troppo remissivo delle altre nazionali: dinanzi a una violazione così grave del regolamento sportivo, molti si sarebbero aspettati l’abbandono della competizione, ma i miliardi che il Mondiale distribuisce alla varie federazioni  sono tanti e allora il regolamento vada al diavolo.

L’imperatore degli Stati Uniti ha ringraziato Gianni Infantino, presidente Fifa, per aver revocato (con condizionale di un anno) la squalifica di Folarin Balogun. Sarebbe bastata una telefonata. Il mondo del calcio, giustamente, insorge: dall’allenatore Rudy Garcia (Ironico il commissario tecnico del Belgio: “Non sapevo che il 5 luglio fosse in realtà il 1° aprile negli Stati Uniti”) a Jurgen Klopp, le proteste sono arrivate solo da sportivi. Dai politici, invece, nessuna risposta: ma non è il caso di dire qualcosa al bullo della Casa Bianca? E a guadagnarci dal “precedente Balogun” saranno solo le Nazionali più forti e ricche?

LA PRESA DI POSIZIONE DELL’UEFA…

“La decisione di sospendere per un periodo di prova di un anno l’applicazione della squalifica automatica di una giornata a seguito del cartellino rosso mostrato all’attaccante della nazionale statunitense, Folarin Balogun. ha superato il limite. Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono alla base di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. La squalifica automatica minima di una partita in seguito a un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata. È un principio sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo come i Mondiali 2026 di calcio, in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica”. Lo scrive in una nota la Uefa. Le pressioni di Trump sull’amico Gianni Infantino, presidente della Fifa, per far cancellare la squalifica automatica, stanno provocando un’alzata di scudi nel mondo del calcio cdi cui si è fatta portavoce la più importante e potente organizzazione calcistica del mondo, l’Uefa presieduta da Alexander Ceferin.

“Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi  l’integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa – prosegue il comunicato dell’Unione delle federazioni calcistiche europee – Allo stesso modo, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno un trattamento equo, a discapito della competizione stessa. Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco bellissimo e gode di fiducia perché viene praticato ovunque con le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, se il torneo in questione è la Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sull’intero panorama calcistico. Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.

… E QUELLA DELLA FEDERAZIONE BELGA 

Il Belgio, avversario degli USA agli ottavi di finale, ha diramato un comunicato ufficiale sulla squalifica di Balogun:

La Royal Belgian Football Association (RBFA) è stupita dalla decisione della FIFA di dichiarare eleggibile a giocare nella partita USA–Belgio di lunedì 6 luglio alle 17:00 (ora di Seattle) il giocatore statunitense sospeso Folarin Balogun.

La FIFA basa la sua decisione sull’Articolo 27 del Codice Disciplinare FIFA. Questa disposizione stabilisce che il Comitato Disciplinare FIFA può decidere di sospendere l’esecuzione di una sanzione disciplinare precedentemente imposta. Tuttavia, l’Articolo 66.4 dello stesso Codice Disciplinare FIFA prevede chiaramente che una carta rossa (espulsione) comporti automaticamente una squalifica per la partita successiva della squadra, come è stato il caso per tutte le precedenti carte rosse emesse durante questa Coppa del Mondo FIFA. Inoltre, indipendentemente da quanto sopra, la decisione è in diretta contraddizione con le disposizioni del Regolamento della Competizione della Coppa del Mondo FIFA 2026, come stabilito nell’Articolo 10.5: “Se un giocatore o un ufficiale di squadra viene espulso a seguito di una carta rossa diretta o indiretta (secondo cartellino giallo), sarà automaticamente squalificato dalla partita successiva della sua squadra. Inoltre, possono essere imposte ulteriori sanzioni.” La natura automatica di tale squalifica è stata anche esplicitamente riaffermata nella Circolare n. 16 della Coppa del Mondo FIFA 2026, che è stata distribuita a tutte le associazioni membre partecipanti il 12 maggio 2026. La stessa regola viene ribadita in ogni Riunione di Coordinamento Partita della Coppa del Mondo FIFA 2026 prima di ogni incontro ed è inclusa in tutte le presentazioni dei workshop della Coppa del Mondo FIFA 2026. Al fine di tutelare i diritti legittimi di tutte le squadre partecipanti e di proteggere i principi fondamentali del fair play nel nostro sport, sia in questa Coppa del Mondo FIFA che nelle edizioni future del torneo, la RBFA sta esaminando tutte le opzioni potenziali”.

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