Il governo spagnolo di Pedro Sanchez ha revocato l’ambasciatrice in Israele, Ana Maria Salomon Perez, in carica dal 2021 e già richiamata a consultazioni nel settembre 2025, dopo le tensioni diplomatiche con il governo di Benjamin Netanyahu, seguite dal riconoscimento dello Stato di Palestina nell’aprile di due anni fa.
Il provvedimento è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale dello Stato ed è stato adottato su proposta del ministro degli Esteri, José Manuel Albares, con deliberazione del Consiglio dei ministri di ieri. La decisione non ha a che fare con la gestione dell’ambasciata da parte di Salomon, si specifica nel dispositivo e confermano fonti diplomatiche. Il decreto, firmato da re Felipe VI, ringrazia la diplomatica per i “servizi prestati”.
La revoca comporta che la Spagna lasci vacante la carica di ambasciatrice e venga rappresentata solo da funzionari di rango inferiore. Salomon era stata richiamata a Madrid il 9 settembre 2025, in segno di protesta contro il ministero degli Esteri israeliano, Gideon Saar, che aveva definito “antisemita” il governo spagnolo, e alle sanzioni adottate dal governo Netanyahu contro la vicepremier spagnola Yolanda Diaz e la ministra Sira Rego, con il divieto di ingresso nel Paese. Da allora Salomon era rimasta in Spagna.
La decisione, motivata politicamente, aggrava la crisi diplomatica tra i due Paesi e implica che la Spagna dovrà nominare un nuovo ambasciatore e cercare l’approvazione delle autorità israeliane quando vorrà normalizzare le relazioni e ripristinare il massimo livello di rappresentanza nello Stato ebraico. Non è ancora chiaro se ciò avverrà a breve, dato che continuano le critiche della Spagna a Netanyahu per l’attacco all’Iran e la nuova offensiva in Libano.
