IL NO di Vigarano Mainarda al museo dei capolavori di Carlo Rambaldi

Victor Rambaldi ha presentato al Lido degli Scacchi il suo romanzo “Il nero dell’oro” (Castelvecchi editore), Un noir quasi cinematografico che merita un’attenta lettura poiché ci riporta agli Anni Settanta nel Delta del Po, il luogo dove l’acqua dolce del Po incontra il mare e dove si dipana una storia di misteri, potere e corruzione, coinvolgente nei suoi tre livelli di narrazione.
Da sinistra: Barbara Paron, Piero Di Antonio, Victor Rambaldi e il cugino Riccardo Rambaldi

Durante la presentazione – sul filo dei suoi ricordi ferraresi e sul rapporto con un padre geniale, maestro della cinematografia mondiale – Victor Rambaldi ha poi raccontato un pezzo di storia locale che lascia molto riflettere per la piccineria politica che l’ha contraddistinta. Il figlio di Carlo Rambaldi, 3 volte premio Oscar per E.T., Alien e King Kong, ha spiegato l’amarezza che ha provato per un progetto non andato in porto: un museo dedicato al padre proprio nella sua Vigarano Mainarda, paese di 7.600 abitanti in provincia di Ferrara.

Per 8 anni ha lavorato al progetto insieme all’allora sindaca Barbara Paron, senza chiedere nulla in cambio. L’idea era chiara: un museo vicino a una scuola, perché Carlo Rambaldi aveva un’attenzione speciale per i bambini. Lo stesso Victor si era detto disponibile a portare, smontare e ricostruire a Vigarano la mano originale di King Kong lunga 5 metri, creata dal padre per il film. Anche quella, senza alcun costo per il Comune. Il Consiglio Comunale non diede il via libera, con Lega e PD insieme nel boicottare il progetto. Questa storia non è sorprendente?
Ma arriva la beffa. Il prossimo 15 ottobre Carlo Rambaldi riceverà una stella sulla Walk of Fame di Los Angeles. Un riconoscimento mondiale per un artista nato in un paese che forse non ha molto da offrire dal punto di vista turistico. Chissà quanti visitatori da ogni dove avrebbe attirato un museo così… E chissà che ricadute su Ferrara… Le creazioni geniali di Carlo Rambaldi sono conosciute e ammirate in tutto il mondo.
Due interrogativi restano sospesi: 1. Quando un’occasione culturale unica si presenta, il dibattito politico riesce a guardare oltre le divisioni? 2. Quanto pesa un “no” quando a offrirsi è la famiglia Rambaldi stessa, senza costi e con un pezzo di storia del cinema mondiale che entra, per valorizzarla, nella minuscola realtà di Vigarano?  L’unico riconoscimento al maestro del cinema, una targa, peraltro sbagliata. E pensare che E.T., oggi ospitato al Moma di New York, avrebbe potuto essere accolto al museo di Vigarano Mainarda, ma Lega e Pd non hanno saputo guardare oltre il loro naso, ispirati da una cecità che lascia stupefatti.
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NOTA. A margine della serata, un altro spunto. Il proprietario del Florence, elegante struttura del Lido degli Scacchi, ha ricordato come l’ospitalità inclusiva verso persone con disabilità o fragilità cognitive non sia solo un valore. È anche una scelta economicamente sostenibile. La dimostrazione che mettere le persone al centro può essere, insieme, giusto e conveniente. (Claudia Zamorani)

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