ADDIO AD ALEX ZANARDI, l’uomo e il pilota che visse due volte

E’ morto a Bologna all’età di a 59 anni Alex Zanardi, l’uomo e il pilota che visse due volte. Ex pilota automobilistico (44 gare in Formula Uno), straordinario atleta paralimpico (dopo che in un incidente in pista nel 2001 perde entrambe le gambe), esempio di resistenza e amore per la vita. Il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza in handbike rimane coinvolto in un incidente vicino a Pienza. Oggi l’annuncio della famiglia e di Obiettivo 3, l’associazione benefica degli atleti disabili ideata proprio da Zanardi.

Era il 2019, e diceva: “Quando hai passione ti alzi al mattino e non vedi l’ora di rimetterti al lavoro”. La commovente intervista al campione Alex Zanardi: “Non sono nessuno per poter dispensare pillole di saggezza”, la sua semplicità e grinta, nonostante le avversità che lo avevano colpito. E poi, l’invito – che oggi, con la morte del campione, suona quasi profetica – “Non abbiate fretta, godetevi ogni momento”.

La sua storia straordinaria è stata un lungo e continuo inno alla vita, perchè Alex Zanardi, sempre sorridente e ironico (famosa la sua battuta alla presentazione di un vino prestigioso: “Buono il Brunello, poco o mi tremano le gambe”), a scrivere la parola fine non si era mai rassegnato: lo ha fatto ieri sera – come annuncia stamattina la famiglia – morendo dopo sei anni di lotta estrema contro l’ennesimo torto che la vitagli aveva fatto. L’ex pilota bolognese di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo se ne è andato il 1° maggio, nello stesso giorno che 32 anni fa si portò via un altro gigante delle corse come Ayrton Senna, e lascia un’eredità fatta di sfide, coraggio e grandezza umana e morale. La sua esistenza, sempre al limite, con la morte aveva fatto i conti più volte, ma lui non si era lasciato spaventare, gli era sfuggito per ripartire con la solita grinta, sorretto da una forza di volontà fuori dal comune, con quell’immancabile e contagioso sorriso.

Bolognese, classe 1966, papà idraulico, mamma sarta, Zanardi è stato l’uomo che visse due volte, o anche più: amante dello sport, la velocità, la corsa, le macchine sono la grande passione del giovane emiliano. Nemmeno la morte della sorella maggiore in un incidente stradale, nel 1979, lo aveva fatto desistere. E infatti diventa pilota automobilistico. A 14 anni il papà gli aveva regalato il primo kart. Così aveva cominciato Zanardi, per poi fare la trafila nelle formula minori ed approdare in Formula 1, nel1991, con la Jordan. Nel Circus sarebbe rimasto fino al 1994, guidando anche per la Lotus. I risultati però non sono quelli attesi e Zanardi si trasferisce negli Stati Uniti, dove si dedica alla Formula Cart. Tra il ’96 ed il ’98 le sue stagioni migliori. Nel 1999 Frank Williams lo vuole sulla sua macchina. Ma non è un ritorno fortunato ed il pilota bolognese chiude la carriera con 44 gran premi, e un punto raccolto.

E’ proprio alla guida che la vita lo mette subito di fronte auna prova durissima: il 15 settembre 2001, durante una gara del campionato Champ Car al Lausitzring, in Germania, uno schianto terribile, Zanardi perde il controllo della vettura, che viene centrata dal pilota Alex Tagliani. Nell’incidente perde entrambi gli arti inferiori, che gli vengono amputati. Rischia di morire dissanguato, ma non perde mai conoscenza. In qualche modo riescono a portarlo vivo in ospedale a Berlino. Seguiranno mesi di sofferenza scandita dalle operazioni, il lento recupero, il riscatto, il ritorno. Subisce 16 interventi chirurgici e 7 arresti cardiaci, ma riesce a sopravvivere. Alex non si accontenta di andare avanti, lui vuole tornare a gareggiare, a sentire di nuovo l’adrenalina della competizione.

Scopre la passione per il paraciclismo: disciplina che lo porta a vincere quattro ori alle Paralimpiadi tra Londra 2012 e Rio 2016, oltre a otto mondiali su strada. In mezzo diversi libri autobiografici e divulgativi, e lafortunata conduzione televisiva di ‘Sfide’. Ma il destino doveva riservargli ancora un altro brutto scherzo: il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza in handbike, Zanardi rimane coinvolto in un incidente sulla Statale 146 a Pienza, inToscana, perde il controllo della handbike e si scontra con un camion che arriva dalla corsia opposta. L’impatto è devastante ma Alex sopravvive, nonostante le condizioni siano disperate. Sottoposto a numerosi interventi resta in coma oltre un mese, subisce altre operazioni e viene trasferito dapprima in un centro specializzato di Lecco e, a seguito di alcune complicazioni, in terapia intensiva all’Ospedale San Raffaele di Milano. Un’altra rinascita, viene trasferito a Padova, a gennaio2021 riacquista la coscienza. La famiglia, l’inseparabile moglie Daniela e il figlio Niccolò, lo tengono al riparo dal mondo esterno: farà Natale a casa Alex, l’uomo dalle mille sfide e dalle altrettante vite. A tutti è sempre apparso immortale, per quei miracolosi, ogni volta, ritorni alla vita.

Oltre al presidente della Repubblica Mattarella, il cordoglio e il ricordo di Giorgia Meloni, di Elly Schlein e di tutte la autorità politiche e sportive. Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha scritto che “Bologna piange uno dei suoi più grandi campioni, di sport e di vita”. Al campione di automobilismo e paralimpico, il Comune aveva conferito il Nettuno d’oro nel 2012, per aver “dimostrato di essere un grande campione nella vita e nello sport, e grazie al suo impegno nel sociale ha ridato speranza a molte persone disabili, diventandone punto di riferimento”. Lepore esprime quindi “il più profondo cordoglio mio e dell’amministrazione comunale alla moglie, alla famiglia, agli amici, ai colleghi e a tantissimi tifosi. Bologna saprà ricordarlo degnamente“, assicura il sindaco.

Anche il comune di Noventa Padovana, dove Zanardi è nato, ha decretato il lutto cittadino. Non ancora comunicato il giorno dei funerali che si dovrebbeo celebrare a Bologna, o lunedì o martedì.

(Nella foto a fianco, Zanardi intervistatro dal giornalista Paolo Boldrini)

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