In molti atenei italiani scatta la ricerca “last minute” di una soluzione per i tanti studenti fuorisede che si trovano a frequentare i corsi lontano dal proprio Comune di residenza. Secondo l’ultimo rapporto stilato da Immobiliare.it Insights, il prezzo delle stanze singole a livello nazionale registra una flessione del 6,2% rispetto allo scorso anno. Ecco perché. L’analisi dell’azienda guidata da Luke Brucato rileva un calo della domanda, sia per quanto riguarda i contatti medi per annuncio sia per i contatti complessivi, rispettivamente il19,8% e il 22% in meno rispetto al 2025. Tendenze già emerse la scorsa estate che spiegano, almeno in parte, il calo dei prezzi delle locazioni per soluzioni all’interno di case in condivisione.
Ma anche i prezzi per un alloggio negli studentati sono alti. Sono oltre 60mila i posti letto finanziati con i fondi del Pnrr, ma solo 33mila sono già stati realizzati. Gli altri 30mila lo saranno entro il 2027. Per quanto riguarda i prezzi, il costo mensile può essere al massimo di 850 euro per camera singola, comprese le utenze (connessione a internet, pulizia e altri servizi). A esporre i dati sulla situazione dei posti letto per gli studenti è Manuela Manenti, commissaria straordinaria per gli alloggi universitari, in audizione alla Camera. Dichiarazioni soddisfatte, che però non suscitano altrettanto entusiasmo negli studenti. Gli affitti, dicono, sono superiori a quelli dei privati: “Inaccettabili”.
La corsa generalizzata degli affitti per gli studenti universitari si sta comunque fermando. Dopo anni di aumenti diffusi, il mercato appare stabile rispetto allo scorso anno, ma con differenze sempre più marcate tra città, atenei e tipologie di immobili. A incidere sono soprattutto la capacità di attrazione delle università, la posizione degli alloggi, la vicinanza alle sedi e la qualità dell’abitazione.
Ma quanto oscillano i prezzi? A Potenza una singola costa generalmente 150-350 euro al mese; a Teramo 180-300 euro e a Reggio Calabria 180-300, senza spese. A Catanzaro si va dai 200 ai 350 euro, mentre Pescara oscilla tra i 250 e i 300, con punte di 350. A Siena il mercato sale a 250-400 euro, con massimi di 450. Forlì e Lecce si collocano tra 250 e 350 euro, ma nella città pugliese le soluzioni più costose raggiungono 400-420 euro. A Genova si parte da 250 euro e si arriva a 350, con punte di 400. Bari propone una fascia di 280-450 euro. Napoli è più variabile: dai 300 ai 590 euro. A Pisa una singola vale circa 350 euro, ma può arrivare a 500; a Pavia il mercato ordinario è compreso tra i 350 e i 500 euro, con punte di 600. Firenze resta tra le città più costose: 450-550 euro normalmente, fino a 750 nelle zone centrali e vicino al polo delle Scienze sociali
Nella Capitale il canone più frequente per una singola è di circa 550 euro, ma quartieri e università fanno la differenza. Alla Sapienza si spendono 500-700 euro; nelle aree di Roma Tre 500-650. Attorno alla Luiss si arriva a 800 euro ai Parioli, mentre per la Lumsa il range è 600-750 euro tra Prati e Mazzini. Più accessibile Tor Vergata, con 350-600 euro tra Romanina e Anagnina. Per gli immobili nuovi o ristrutturati, soprattutto vicini agli atenei, nasce una vera fascia premium. Alla Sapienza si raggiungono 800-900 euro, a Roma Tre 750-800, alla Luiss 800-1000 e alla Lumsa 800-950. In questo segmento gli aumenti oscillano tra il 5 e il 10%. Roma registra inoltre un fenomeno ancora più estremo: alcuni appartamenti prima destinati agli affitti brevi vengono riconvertiti per gli universitari. Le quotazioni, però, non risultano popolari. In alcune offerte di fascia alta una stanza doppia arriva a 1.200-1.500 euro al mese, avvicinando sempre più lo student housing all’ospitalità di livello superiore.
Il dato più significativo è forse la maggiore selettività della domanda. Negli anni passati i rincari interessavano gran parte delle città universitarie; oggi le richieste crescono soprattutto dove gli atenei propongono un’offerta formativa considerata innovativa e attrattiva. Nelle realtà con minore capacità di richiamo, invece, il mercato tende a ristagnare. Anche le preferenze degli studenti si stanno modificando. La stanza singola resta la soluzione più richiesta, insieme al wi-fi e alla vicinanza all’università. Nel Sud cresce l’attenzione per l’aria condizionata, mentre diventano più interessanti le formule con canone e spese comprese, che consentono di conoscere subito l’esborso mensile complessivo. Cambiano anche i tempi della ricerca. Il semestre filtro di Medicina tende a distribuire la domanda in due fasi: una prima tra settembre e ottobre e una seconda tra febbraio e marzo.
Milano rappresenta un caso differente. Le singole costano generalmente 500-650 euro e possono raggiungere 700, ma la domanda mostra segnali di rallentamento anche per il crescente successo degli studentati, che intercettano una parte degli studenti prima orientati verso gli appartamenti condivisi. Un esempio è la trasformazione dell’ex Villaggio Olimpico di Porta Romana in una residenza universitaria da 1700 posti letto. Il progetto di Coima aveva previsto singole da 1.065 euro e doppie da 739, con servizi inclusi. Dopo le critiche, sono stati previsti 450 posti a tariffa calmierata, circa un quarto del totale, con un costo di 592 euro mensili per un posto in doppia.
La crescita dello student housing si inserisce in una crisi abitativa più ampia. Negli ultimi anni l’offerta di posti letto pubblici e convenzionati è rimasta insufficiente, mentre molti appartamenti sono passati agli affitti brevi, più remunerativi per i proprietari. La costruzione di nuove abitazioni nelle grandi città non ha seguito la crescita della domanda, alimentata da studenti, lavoratori e nuovi residenti. Il risultato è stato un lungo aumento dei canoni. Oggi, però, gli equilibri stanno cambiando: non conta più soltanto quanti alloggi siano disponibili, ma quale prodotto abitativo venga offerto, a quale prezzo e per quale fascia di studenti. La nuova sfida, per città e università, non è quindi soltanto trovare più case, ma creare un’offerta accessibile, competitiva e coerente con le esigenze degli studenti e delle famiglie, sempre più chiamate a sostenere costi elevati per garantire ai figli la possibilità di studiare fuori sede nelle città con gli atenei più richiesti e competitivi del Paese, dove la pressione abitativa resta particolarmente forte.
Partendo dalla classifica dei centri universitari meno cari, Immobiliare.it Insights rileva alcune tendenze simili al 2025. Foggia e Catanzaro si piazzano sul podio, rispettivamente con 259 e 251 euro di affitti medi mensili per una singola. Chieti con 240 euro conquista il primo posto tra le città più economiche.
La situazione risulta opposta nei principali centri universitari dove per l’affitto di una stanza bisogna mettere in conto una spesa minima superiore ai 400 euro al mese, utenze escluse. Ciononostante, in diverse città si registra una flessione dei canoni in linea con il dato nazionale. È il caso, per esempio, di Trento, dove una singola costa in media 444 euro, il 18,3% in meno rispetto al 2025. I prezzi risultano pressoché stabili a Venezia e Verona, rispettivamente 456 euro e 473 euro al mese. A Ferrara, secondo lo studio, igli affitti per gli universitari sono aumentati rispetto all’anno scorso.
In ottava posizione si colloca Brescia dove per una singola servono 478 euro, il 7,9% in meno in confronto allo scorso anno. I prezzi registrano una leggera crescita a Torino, settima con 479 euro, venti meno di Padova, sesta appena sotto i 500 euro. A occupare la quinta posizione è invece Bergamo dove il mercato spinge i prezzi dell’8,3% arrivando fino a 504 euro al mese. Un gradino sotto il podio c’è Bologna, tra i centri universitari dove i prezzi sono in discesa: 585 euro, il 7,6% in meno in dodici mesi. Roma e Firenze salgono sul podio dietro a Milano ,che si conferma la città dove affittare una camera costa di più. Secondo la rilevazione, la locazione di una stanza singola nel capoluogo lombardo richiede in media una spesa di 704 euro lordi al mese. Anche Milano segue tuttavia la tendenza nazionale e in vista della ripresa accademica i prezzi si attestano su valori inferiori del 4% rispetto allo stesso periodo 2025. A differenza di altri centri, la metropoli registra una crescita della pressione della domanda sul singolo annuncio (+1,5%) mentre la quota di contatti complessivi cala del 14%. La situazione cambia a Roma dove i prezzi salgono del 7% e i canoni mensili arrivano a 615 euro, poco dietro a Firenze, seconda con 627.
Sul fronte dei quartieri, i centri storici di Milano e Roma svettano con affitti medi rispettivamente di 823 e 733 euro al mese. Nel capoluogo lombardo la zona di Garibaldi-Moscova-Porta Nuova traina i rialzi con i canoni più cari del +2,5% a 807 euro al mese. Mentre nella Capitale l’area di Corso Francia-Vigna Clara-Fleming-Ponte Milvio registra una corsa dei prezzi del 31,4% toccando quota 724 euro al mese. Per quanto concerne le zone meno care, a Milano svetta Ponte Lambro-Santa Giulia (571 euro al mese) mentre a Roma le singole più convenienti si trovano a Casal Lumbroso-Massimina-Ponte Galeria (447 euro). Oltre a Roma, lo studio rileva che i prezzi continuano a salire in altri centri universitari, a partire da Pescara dove in un anno le singole costano il 28,8% in più a 388 euro al mese. Situazioni analoghe si registrano a Trieste, Palermo, Bari, Genova, Pisa e Pavia. Un caso particolare riguarda la città di Genova dove crescono i principali parametri: canone medio, offerta disponibile, pressione di domanda e contatti totali, segno di una vivacità del mercato che tiene il passo con l’ampliamento delle stanze disponibili.






