Nelle vicende oscure che continuano a gravare sul nostro Paese rispuntano dal buco della storia politica recente personaggi inquietanti del periodo berlusconiano – ricattatori, truffatori, massoni – con addosso un carico di condanne e punti oscuri da far impallidire. L’attentato a Sigfrido Ranucci, conduttore e responsabile della trasmissione Report, sarebbe stato pensato da Valter Lavitola, oggi indagato dalla Procura di Roma come mandante.
Secondo la ricostruzione della Procura, Lavitola avrebbe incaricato il camerunense Gomes Clesio Tavares, L’ex direttore de L’Avanti!, Valter Lavitola, avrebbe incaricato Clesio Tavares, storico dipendente del suo ristorante in zona Monteverde, a Roma, di “individuare soggetti in grado di reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all’abitazione” del giornalista e conduttore di Report e collocarlo davanti all’abitazione del giornalista. In concorso con i quattro presunti esecutori materiali dell’attentato, agli arresti, Tavares, 47 anni, è ritenuto dagli investigatori l’intermediario. Nei confronti di Lavitola e degli altri indagati, i pm della Direzione distrettuale antimafia di Roma ipotizzano le accuse di strage, oltre che di concorso in detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.
Tavares lavora dal 2017 per la Cefalù Srl, società che gestisce il ristorante “Cefalù Bistrò di Pesce” di viale dei Quattro Venti, nel quartiere Monteverde, attività ritenuta dagli investigatori riconducibile a Lavitola. Per l’ordigno esploso davanti all’abitazione del conduttore di Report, nei giorni scorsi sono state eseguite quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna, gli esecutori materiali.
Quello dell’imprenditore salernitano nato nel 1966 è un nome che ricorre da oltre vent’anni nelle cronache giudiziarie. Dalla vicenda della casa di Montecarlo di Gianfranco Fini alla latitanza del 2011, passando per le accuse di corruzione internazionale, truffa sui fondi pubblici e per il caso della compravendita di senatori, Lavitola è stato protagonista di numerose inchieste e condanne. Gli inquirenti ipotizzano che l’ex editore e sodale di Berlusconi abbia partecipato insieme a Tavares a un sopralluogo nei pressi della casa di Ranucci il 15 settembre, un mese prima dell’attentato, circostanza che sarebbe stata ricostruita attraverso l’analisi delle celle telefoniche.
La notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Lavitola, ha sorpreso lo stesso conduttore di Report, che ha raccontato tutto il proprio sconcerto in alcune dichiarazioni rilasciate ai quotidiani nazionali. Ranucci ha spiegato di essere rimasto colpito dalla vicenda, sottolineando il rapporto di amicizia che da anni lo lega a Lavitola. “Sono sconvolto, siamo amici, adesso voglio capire“, ha dichiarato al Corriere della Sera. A Repubblica ha aggiunto: “Per me Valter è un amico, dal 2019 ci sentivamo quasi tutti i giorni. Non avrebbe mai fatto del male a me e alla mia famiglia”






