Sono tutti e due di Destra, contrari al gay pride, sindaci della Lega e di Fratelli d’Italia: hanno sentito il bisogno di unirsi civilmente e dire al mondo, soprattutto a quello della Destra,  che ciò che conta sono i sentimenti e non nei confronti di chi vengono manifestati. Alessandro Basso e Loris Bazzo si sono uniti civilmente. Sono due sindaci, rispettivamente di Pordenone e di Carlino,  cattolici praticanti e di centrodestra. Uno è in quota Fratelli d’Italia, l’altro è della Lega. Un’unione resa possibile da una legge, ormai entrata nel suo decimo anno, che fu ostacolata proprio dai partiti che oggi i due rappresentano nelle istituzioni. Lo ricorda Matteo Renzi, il cui governo rese legge le unioni civili. Sulla loro unione civile hanno dichiarato, in abito blu con papillon: “Siamo la dimostrazione di quanto il tema dei diritti sia sentito e di come la destra sia avanti un passo; la politica la lasciamo da parte ma rappresentiamo anche questo nella nostra normalità e semplicità”.

Una cerimonia partecipata, con oltre 500 invitati tra i quali giornalisti, amministratori, esponenti della politica locale e regionale, anche di opposizione. A celebrare l’unione è stato Alvaro Cardin, ex sindaco che da sempre si è espresso a favore della famiglia tradizionale e del matrimonio solo tra uomo e donna, come ricorda La Repubblica. Ha dichiarato però che “nella Costituzione c’è, per chi decide di condividere la vita, il dovere della responsabilità”.

Alessandro Basso, 47 anni, ex docente di italiano e preside. È stato eletto consigliere regionale con Fratelli d’Italia. Dall’altra parte, il compagno Loris Bazzo, cinquant’anni ed ex infermiere. Ha due figli ormai grandi. La loro storia non è iniziata in segreto. Basso, per esempio, non ha mai nascosto il suo orientamento, ma ha tenuto la vita privata lontana dalla politica. Sul tema dei diritti ricorda che non sono una prerogativa della sinistra. Eppure il sindaco di Pordenone non ama i “gay pride” (il termine corretto con il quale ci si riferisce alle manifestazioni di strada nate dopo i movimenti di Stonewall è “Pride”) e li definisce “spettacolarizzazioni inutili”. È contrario anche alle adozioni, perché si dice preoccupato da come possano due uomini o due donne crescere un bambino. Contrario anche alla gestazione per altri perché in contrasto da un punto di vista etico e religioso, affermando di rifiutare “la mercificazione della donna”. Le opinioni sono state espresse in un’intervista a Il Giornale. Il governo che portò la legge sulle unioni civili a diventare realtà è quello di Matteo Renzi, ed è proprio l’ex premier che sui social ha voluto dire la propria sull’unione tra i due sindaci. Lo fa ricordando come Lega e Fratelli d’Italia, i partiti ai quali i due sindaci appartengono, furono tra i più ostili alla legge che dieci anni fa permise le unioni civili. “Grazie a quelle riforme il Paese ha fatto dei passi in avanti”, scrive.

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