Gli Stati Uniti hanno ammesso di disporre di sistemi d’arma direttamente in orbita e già operative.. Non lasciano spazio a dubbi le parole pronunciate dal segretario dell’Air Force Troy Meink, il quale durante una conferenza ha parlato esplicitamente di armi per il controllo dello spazio in orbita, capaci di proteggere le forze americane dalle azioni ostili. E’ la prima conferma pubblica di questo tipo da parte del Pentagono. Ma cosa significa? Qui iniziano le incognite, perché in effetti non si sa quanti sistemi siano stati schierati, né quale tecnologia utilizzino.
Un’arma antisatellite, infatti, non deve limitarsi a sparare un missile, ma può disturbare le comunicazioni, accecare sensori, interferire elettronicamente con un satellite oppure, nelle configurazioni più aggressive, avvicinarsi fisicamente a un altro veicolo orbitale.
Una situazione dalla quale non si torna indietro. Anche lo spazio è diventato , quindi, una componente indispensabile delle operazioni militari moderne. La stessa Space Force sostiene che Cina e Russia stanno sviluppando numerose capacità counterspace, cioè tecnologie progettate per disturbare, danneggiare o neutralizzare sistemi spaziali avversari. Pechino ha già dimostrato missili antisatellite e sistemi capaci di manovrare vicino ad altri veicoli, mentre Washington afferma che Mosca stia sviluppando anche un satellite progettato per trasportare un’arma nucleare. Tutto ciò potrebbe dare vista a diverse problematiche, lacune delle quali sono già ben note. Ad esempio, distruggere fisicamente un satellite può produrre migliaia di frammenti e nel test antisatellite russo del 2021 furono generati circa 1.500 detriti abbastanza grandi da poter essere tracciati. La situazione dei detriti orbitali è già arrivata a un punto inaccettabile, ma se le operazioni militari si sposteranno anche in orbita, le cose non potranno che peggiorare.
Il ruolo dello spazio orbitale sta cambiando, e se per decenni è stato fondamentale per le guerre combattute sulla Terra, ma soprattutto come infrastruttura, ora potrebbe diventare maggiormente protagonista nelle future operazioni militari. Le ultime dichiarazioni statunitensi fanno capire che le capacità dei satelliti, utilizzati per comunicare, individuare obiettivi, guidare munizioni e fornire navigazione, sono solo una parte di ciò per cui l’orbita terrestre verrà utilizzata. Stiamo andando incontro alle guerre stellari, non è più fantascienza. (In collaborazione con hdblog.it/tecnologia).
LE REAZIONI
Donald Trump si è mosso per primo negli scenari da guerre stellari. Intorno alla Terra, oltre alla vasta rete e gamma di satelliti, gli Stati Uniti dispongono adesso di un’arma spaziale «in orbita» per proteggere le forze militari Usa. L’annuncio del segretario dell’Aeronautica è un avvertimento tutt’altro che velato a Cina e Russia ed è la dichiarazione più esplicita di sempre del Pentagono sul possesso di capacità offensive a stelle e strisce collocate nello spazio. Lo Us Space Command ha definito l’annuncio «un momento di svolta per la deterrenza», in un contesto di crescenti tensioni con Cina e Russia e a stretto giro dalle recenti manovre degli Usa che hanno condotto la più vasta esercitazione militare orbitale della loro storia, con numerosi satelliti e un nutrito gruppo di partner internazionali.
Dalla Cina arriva la risposta a quando dichiarato dalla Us Space Force. “Esortiamo la parte statunitense a smettere di espandere le proprie capacità militari e di prepararsi alla guerra nello spazio e ad adottare azioni concrete per salvaguardare la stabilità strategica globale”. Anche Mosca non ha mancato di accusare gli Stati Uniti di ipocrisia, ribadendo che la stessa Washington spinge fortemente contro l’introduzione di una moratoria internazionale sul dispiegamento in orbita di armi – moratoria che la obbligherebbe a smantellare gli strumenti già in funzione – preferendo piuttosto proporre una stretta sui missili anti-satellite distruttivi da terra (ASAT), settore in cui invece domina la Cina. Non a caso, martedì, Guo Jiakun, portavoce del ministero degli Esteri cinese, ha ribadito che «la Cina sostiene un uso pacifico dello spazio e l’intenzione di mantenerlo sicuro, e si oppone a ogni corsa alle armi nello spazio o a ogni tentativo di armare l’orbita per trasformarla in una zona di guerra».






