Infuriano le polemiche sullo spazio eccessivo, 45 minuti, concesso da Rete4 alla premier Giorgia Meloni nella trasmissione di Nicola Porro “Quarta Repubblica’ . Tra i temi del programma il referendum sulla giustizia, l’Iran, ma anche Garlasco. Tra gli ospiti Alessandro Sallusti, Gaia Tortora, Nicolò Zan on, Raffaele Della Valle, Andrea Ruggieri, Dario Fabbri, Piero Sansonetti, Paola Concia, Tonino Cantelmi, Giuseppe Cruciani, tutti sostenitori del Sì, in palese contrasto con le norme sulla par condicio.
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Protestano i parlamentari dem in commissione di Vigilanza Rai. Il Pd parla di uno “scandaloso monologo della premier” e chiede che la tv venga sanzionata. Divertente, comunque, la battuta ironica di Luca Bottura: “Ieri sera Giorgia Meloni ha condotto “Quarta Repubblica” su Rete 4. Bravissima. Un po’ moscio Nicola Porro come comparsa”.
La trasmissione comunque non ha fatto registrare grandi ascolti: appena 644mila spettatori con il 5,2% di share, sorpassata dal programma di Giletti di Rai3. Un risultato modesto, considerando la presenza della presidente dl Consiglio. C’è da notare che ieri sera la trasmissione di Lilli Gruber su La7 – Otto e Mezzo – che ogni sera affronta con i suoi ospiti i temi della guerra e del referendum costituzionale, ha conquistato ben 2,046 milioni di spettatori con uno share del 9,54%.
All’avvicinarsi della consultazione referendaria, il domenica 22 e lunedì 23 marzo, si alzano i toni della sfida elettorale. Un problema assilla parecchi studenti universitari penalizzati dalla mancata organizzazione del voto ai fuorisede. Oggi si registra la protesta di Veronica, studentessa della Sapienza di Roma, davanti al ministero della Giustizia (nella foto di apertura). “Mi trovo di fronte a una scelta che non dovrebbe esistere in un Paese democratico – ha detto ai cronisti – scegliere se tornare a casa per Pasqua, o per votare. Per partecipare a questo referendum dovrei pagare più di 140 euro tra treni e spostamenti. Questo significa che il diritto di voto diventa un diritto condizionato dalla disponibilità economica. Per questo ho scritto a Mattarella”, ha detto la giovane leggendo la lettera indirizzata al Capo dello Stato. Nella situazione di Veronica si trovano centinaia di giovani che non sono riusciti a usufruire delle tariffe scontate previste per gli iscritti alle liste elettorali che vogliono votare.
