Nove miliardi in soli sei mesi. L’emersione dell’imponibile nascosto grazie ad un semplice adempimento tecnico: l’obbligo di collegamento tra registratori telematici che emettono gli scontrini e i terminali Pos. Entrato in vigore all’inizio dell’anno e pienamente operativo da marzo, sta producendo risultati che superano le aspettative più ottimistiche, scrive il Sole 24 Ore. La misura, introdotta dalla legge di Bilancio 2025, aveva previsto dodici mesi di rodaggio per permettere di individuare le soluzioni tecniche necessarie sia all’avvio del sistema, sia a renderlo meno gravoso per commercianti ed esercenti.
I dati parlano chiaro. Rispetto al precedente rilevamento di Governo e amministrazione finanziaria, fermo a 5,3 miliardi di euro, il nuovo aggiornamento registra l’emersione di ulteriori 3,8 miliardi provenienti dalle operazioni trasmesse al Fisco tramite corrispettivi telematici. Il totale sale così a circa 9,1 miliardi di euro di maggiore imponibile nel primo semestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Alla base di questa crescita c’è un incremento significativo del numero di scontrini emessi: si stimano circa 160 milioni di battute in più nell’arco dei sei mesi.
L’ultimo bollettino delle entrate tributarie evidenzia – continua l’analisi del Sole – che nei primi cinque mesi dell’anno l’Iva sugli scambi interni è cresciuta di 1,9 miliardi di euro, pari a un +3,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Su questo risultato incide anche la dinamica generale dei prezzi, con un’inflazione che a maggio segnava un +3,2% su base annua. Tuttavia, l’ipotesi di un “effetto Pos-scontrini” trova conferma nell’analisi settoriale dello stesso bollettino: la crescita dell’Iva sugli scambi interni risulta diffusa, con incrementi particolarmente rilevanti nel commercio (+6,5%) e nei servizi privati (+3,6%).






